Una diverso contenuto della terra può davvero aiutare il clima?

Alcuni scienziati sostengono che aumentare il livello di humus nei terreni potrebbe mutare le sorti del cambiamento climatico mondiale

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Gestire l'alimentazione di 7 miliardi di persone mantenendo al minimo l'impatto ambientale e quello climatico non è cosa da poco, anzi: bisogna mettere nel conto tutti i problemi che girano intorno all'equità sociale, alla distribuzione delle risorse, all'agricoltura industriale, alle condizioni in cui viene costretto il bestiame, alle colture, all'uso dei fertilizzanti e dei pesticidi, alla modificazione genetica, al carburante necessario per l'uso dei macchinari, alla riduzione della biodiversità, al degrado del suolo, eccetera. Tutto ha contribuito a creare la situazione in cui ci troviamo e a far aumentare le emissioni di gas ad effetto serra.

Molti esperti continuano a insistere su questa «soluzione», affermando di dover raddoppiare l'agricoltura industriale e insistere con la modificazione genetica, ma così facendo ignorano il funzionamento dei sistemi naturali e insistono proprio con il tipo di arroganza che ci ha portato tutti i risultati negativi ottenuti fino a questo punto. Altri studiosi, invece, stanno cercando di capire come lavorare all'interno dei sistemi naturali, utilizzando metodi agro-ecologici.

Tra le proposte spicca un metodo di costruzione del terreno che viene dal passato e che si chiama «Terra Preta» (un termine portoghese che vuol dire: «Terra nera»): si tratta di una miscelazione del biochar (ovvero del carbone di legna ottenuta da pirolisi di biomasse) con materiali organici per creare terreno ricco di humus che immagazzina grandi quantità di carbonio. A quanto hanno raccontato dgli scienziati nel libro Terra Preta: come terreno più fertile del mondo può contribuire a invertire cambiamenti climatici e ridurre la fame nel mondo, aumentando il contenuto di humus dei terreni a livello mondiale del 10% entro i prossimi 50 anni si potrebbero ridurre le concentrazioni della CO2 atmosferica a livelli pre-industriali.

E se avessero ragione loro?

 

 

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