Bibite: sono un concentrato di additivi

I soft drink che consumiamo ogni giorno sono un concentrato di additivi, che dovremmo limitare

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Soft drink pieni di additivi, come coloranti, acidificanti e antiossidanti. A lanciare l’allarme sono alcuni sconcertanti risultati di una indagine condotta dalla Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (Efsa), in cui si evidenzia che solo una bibita su 100 è priva di additivi.

Tutti gli additivi presenti sono, ovviamente, sostanze approvate e sono presenti nei limiti di uso, ma è vero anche che si tratta di sostanze che andrebbero evitate o almeno limitate. In particolare, i coloranti più diffusi sarebbero Carmoisina (E122), Giallo Tramonto (E110), Riboflavina (E101), Rosso Allura (E129), acido carminico (E120), mentre i dolcificanti sarebbero acesulfame K (E950), aspartame (E951), saccarina (E954) e ciclammato (E952).

Nelle bibite spesso si trovano anche cinque acidificanti (acido citrico, acido fosforico, acido malico, acido lattico e acido tartarico) approvati e consentiti solo nella modalità “Quantum Satis”: si approva l’uso con una certa discrezionalità da parte dell’operatore alimentare di turno, che non è tenuto ad attenersi a limiti massimi d’utilizzo.  

Secondo l’analisi, i livelli più elevati di additivi ritrovati nei soft drinks riguardano l’acido fosforico, con 905 mg/litro, l’acido malico con 14516 mg/litro, 1,57 mg/litro per l’acido lattico, 3003 mg/litro per l’acido tartarico.

gc