Le qualita' dell'oro verde di Andria, alle falde di Castel del Monte

In Italia ci sono circa 60 milioni di alberi d’ulivo, 11 milioni sono in Puglia, 4 milioni se ne trovano ad Andria: quanto in Toscana e Marche insieme. Nel passato questo ben di Dio era usato soprattutto come olio da ’taglio’, poi è stato riscoperto e valorizzato. Da qui a Castel del Monte è un susseguirsi di aziende, una conca verde da cui nasce quest’olio ricco di polifenoli che prende alla gola con quella che qualcuno scambia per acidita’. Invece si tratta della sua qualita’ piccante che, una volta educato il palato, crea dipendenza. E’ un olio che non unge la bocca, ma la lascia amara e profumata. Ha molte virtu’ per il cuore, lo stomaco, l’ intestino, contro l’invecchiamento. 

E’ un olio che ogni anno viene celebrato da Qoco, ’un filo d’olio nel piatto’, il concorso internazionale per giovani cuochi provenienti da tutta Europa che si sono cimentati, dal 3 al 5 dicembre, in piatti abbinati all’olio extravergine cultivar Coratina. Ha vinto il cuoco più a Nord di tutti, lo svedese Magnus Nilsson di Jarpen. Ha vinto l’ olio, nettare meravigliosamente trasversale, capace di esaltarsi anche tra le mani di chi, abitualmente, non lo usa. E a questo punto e’ venuto il momento di accomodarsi alla tavola di Pietro Zito dove mi aspettano lo sformatino di melanzane con salsa di pomodoro, le orecchiette di grano arso e il maialino al forno con patate, funghi e lampascioni. Una cassata alla ricotta chiude il pranzo. Fuori, il vento scuote gli ulivi e ricorda la fortuna che abbiamo ad averli intorno. (estratto da www.corriere.it)