Theobroma cacao: una pianta tosta, anzi tostata!

Il processo di produzione del cacao dalla a alla z

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Secondo la World Cocoa Foundation ogni anno vengono consumate, nel mondo, tonnellate di semi di cacao. Forse proprio per questa sua capacità di sedurre, l’albero da cui tutto il processo di produzione del cacao ha inizio si chiama “Theobroma cacao”, ossia “cibo degli dei”.

La pianta del cacao è originaria dei bacini fluviali dell’Amazzonia e dell’Orinoco, in Sud America. Questi alberi prosperano in luoghi caldi e umidi, a circa 20 gradi dall’Equatore. I coltivatori, nel tempo, hanno creato piantagioni in altre regioni, come l’Africa occidentale, il sud-est asiatico e, più recentemente, in Ghana, Costa d’Avorio, Nigeria, Indonesia e Brasile.

I frutti contengono fino a 50 semi o fave e vengono raccolti a mano per non rischiare di ferire le preziose piante. I lavoratori, quindi, li rimuovono quando sono maturi e li aprono con un machete. I semi vengono messi in vaschette di fermentazione di grandi dimensioni e coperti di foglie di banana. Qui rimangono per due o sette giorni. E’ dalla fermentazione che ne deriva il sapore caratteristico.

Le fave vengono quindi essiccate al sole e portate alla fabbrica di cioccolata, dove vengono pulite. Vengono quindi arrostite in grandi forni rotanti. Dopo la tostatura, finiscono in una vagliatrice, che le rompe e ne rimuove alcune parti- Quel che resta, il pennino, diventa cioccolato attraverso la macinazione.

Il cioccolato non è solo un dolce dal sapore straordinario. E’ anche un prodotto naturale ricco di ferro, rame, magnesio, zinco e fosforo. Si dice che il cioccolato sia anche un rimedio contro l’agitazione, l’anemia, l’angina e l’asma, risvegli l’appetito e il desiderio sessuale. Che sia vero o no, si tratta in ogni caso di un “integratore” irresistibile.