Come faremo se l'acqua continuerà a diminuire?

Uno studio della NASA mostra quanto la problematica della mancanza di acqua potrebbe diventare sempre più pericolosa se non si agisce per arginarla

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Recentemente la NASA ha condotto uno studio, primo nel suo genere, sullo stato delle acque dolci: gli scienziati hanno rilevato importanti cambiamenti nella loro disponibilità, cambiamenti che potrebbero avere un impatto sulla scarsità di acqua nel corso di questo secolo. 

Per lo studio, pubblicato sulla rivista «Nature», gli scienziati hanno raccolto 14 anni di osservazioni satellitari combinate con dati sull'attività umana per tracciare i trend delle acque dolci in 34 regioni del mondo, concludendo che stiamo assistendo a un grande cambiamento idrologico.

Nello specifico, in tutto il mondo, le aree umide in tutto sono sempre più umide e le aree secche sono sempre più secche – una brutta notizia in particolar modo per queste ultime aree, molte delle quali (come il Medio Oriente, la California e l'Australia) stanno complicando la questione esaurendo anche le loro riserve di acque sotterranee.

Sebbene lo studio non abbia trovato una chiara connessione tra il cambiamento nei modelli di acqua dolce e il cambiamento climatico – esistono molteplici fattori alla base delle tendenze, tra cui oltre ai cambiamenti climatici ci sono anche i cicli naturali e la gestione delle risorse idriche – gli autori ci hanno tenuto a sottolineare che quello che è sicuro è che è improbabile che la situazione in queste aree migliorerà senza significative azioni governative.

Hanno spiegato, appunto, che oltre alla variabilità naturale, ci sono anche cambiamenti legati all'impatti umano e che questo potrebbe valere anche in positivo se i governatori si impegnassero ad incoraggiare la conservazione dell'acqua, aiutando ad evitare che questa preoccupante carenza aumenti.