Perdere un cane è come perdere un amico

La scienza spiega perché è così difficile accettare la morte di un animale domestico

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La ricerca ha confermato che, per la maggior parte delle persone, il legame con il proprio pet è qualcosa di profondo, alimentato da un amore incondizionato che spesso le relazioni umane non sanno darci. Per questo, la perdita di un cane è paragonabile alla perdita di una persona cara, ma, nella nostra cultura, non c’è nessun rituale e strumento che ci legittimi a mostrare in pubblico il nostro dolore e ci aiuti a metabolizzarlo. 

Il cane ha dovuto adattarsi a vivere con gli esseri umani negli ultimi 10.000 anni e l’ha fatto bene: è l’unico animale che si è evoluto in sua funzione. L’uomo, d’altra parte, si è legato ancora di più grazie alla risposta positiva, incondizionata e acritica che questo animale è in grado di dare. Il forte attaccamento è stato rivelato da un recente studio sul “misnaming” ossia sulle occasioni in cui qualcuno chiama una persona con il nome sbagliato. Come capirete, è un fenomeno che accade spesso nelle famiglie. I ricercatori hanno scoperto che in una famiglia il nome del cane può essere confuso con quello degli altri componenti, quindi fa parte dello stesso pool cognitivo.

I cani hanno un’influenza così importante sul nostro mondo emotivo da rivoluzionare il modo di vivere e stimolare reazioni impensate: basti pensare all’effetto della pet therapy sui bambini o sugli anziani affetti da demenza.

Secondo la psicologa Julie Axelrod, perdere un cane no corrisponde solo a perdere un animale. Significa perdere una fonte di amore incondizionato, un compagno primario capace di dare sicurezza e conforto, un “protetto”, come potrebbe essere un bambino, e un “testimone” della nostra esistenza, visto che nel loro “non giudizio” ci permettono di esprimere parti di noi che non mostriamo agli altri. Infine, la perdita di un cane può modificare seriamente la nostra routine, più della perdita di un amico o un parente, portando alti livelli di stress.