Stipendi unisex in Islanda

L'Islanda è la prima nazione al mondo a rendere illegale il fatto che gli uomini vengano pagati più delle donne

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Ultimamente l'Islanda ha fatto notizia, prima per l'elezione di un ambientalista di 41 anni come Primo Ministro e adesso diventando il primo paese al mondo a legalizzare la parità di retribuzione per uomini e donne. La nazione aveva introdotto la legislazione per contribuire a colmare il divario salariale esistente, lo scorso marzo, ma la legge non è entrata in vigore fino al primo Gennaio del 2018.

In realtà, vi era già una legislazione in merito che aveva fatto sì che il World Economic Forum (WEF) non abbia fatto altro che valutare costantemente l'Islanda come uno dei paesi più progressisti al mondo quando si parla di parità di genere; ma evidentemente agli islandesi non bastava.
Questa nuova legge richiederà alle aziende che hanno almeno 25 dipendenti una certificazione che provi che uomini e donne ricevono la stessa retribuzione quando fanno lo stesso lavoro. Il mancato rispetto di questa norma comporterà multe.

Per le donne, ovviamente, questa è sempre stata una partita molto importante, in tutto il mondo, una battaglia talmente palese che è incredibile anche si stia ancora qui a parlarne, ma di fatto se questa mossa dell'Islanda fa notizia è proprio perché evidentemente è necessario che si continui a lottare per far sì che la politica usi i suoi strumenti per far spazio all'uguaglianza.

Mentre l'Islanda è al primo posto del Global Gender Gap Index 2017 del WEF, l'Italia è all'82° – su 144. Dovremmo davvero molto riflettere su questi dati, visto che quello che ci dicono è che il 61,5% delle lavoratrici non percepiscono un salario adeguato o non lo percepiscono affatto (contro il 22,9% degli uomini).