Il MIT conferma che il buco nell'ozono sta guarendo

Il buco nell'ozono sta rimpicciolendo: questo vuol dire che le politiche utilizzate stanno dando i loro risultati positivi

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Gli scienziati del MIT hanno confermato che il buco nello strato di ozono sopra l'Antartide si è rimpicciolito di circa 4 milioni di chilometri quadrati. Ciò dimostra che il boicottaggio mondiale dei CFC (cluorofluorocarburi) sta dando risultati positivi, quasi 30 anni dopo il Protocollo di Montreal del 1987.

Il Protocollo di Montreal aveva invitato il mondo intero a controllare la produzione e l'uso di sostanze dannose per l'atmosfera, al fine di proteggere lo strato di ozono che, oltretutto, è la nostra stessa protezione dagli alti livelli dei raggi ultravioletti del sole.

Adesso, dopo tutti questi anni passati a unire le forze per affrontare la minaccia causata dal diradamento dello strato di ozono, gli scienziati confermano un inizio di guarigione. Il picco massimo di questo dramma era stato registrato nel 2000 ed è proprio nel confronto con questo dato di misurazione che si parla dei 4 milioni di chilometri quadrati di riduzione – c'è anche da dire che i risultati sono stati positivi nonostante alcune battute d'arresto causate dal biossido di zolfo espulso dalle eruzioni vulcaniche (nel 2015, infatti, c'era stato il raggiungimento di un record negativo che nessuno sapeva spiegarsi e, invece, l'analisi ha mostrato che il fattore che aveva contribuito a questo incidente era stata una specifica eruzione vulcanica).

Grazie alla misurazione delle «impronte digitali chimiche» dello strato di ozono si è registrata una sostanziale riduzione del cloro atmosferico causato dai CFC, le sostanze nocive emesse dai vecchi metodi di pulizia a secco, dai vecchi frigoriferi e dai vecchi aerosol.
Questo non vuol dire che è arrivato il momento di compiacersi, anzi: quello che questa notizia deve fare è ricordarci cosa è capace di fare il mondo quando si riunisce nel combattere a favore di una causa comune e spingerci a continuare di questo passo.

Se lo facciamo, la previsione è che il buco possa essere completamente e definitivamente chiuso entro il 2050.