Lo smog, il cielo e la sostenibilità

La lotta contro il cambiamento climatico e l'inquinamento sono temi caldi nelle comunità di tutto il mondo: si può veramente fare qualcosa per difendere le nostre città dallo smog?

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Qualche mese fa, Amburgo ha annunciato che sta lavorando a un piano per eliminare la necessità di usare le auto all'interno della città e che l'obiettivo è di diventare, entro i prossimi 15-20 anni, un luogo più verde, più sano e più piacevole da vivere, ma soprattutto una città senza macchine. Si creeranno percorsi pedonali e ciclabili di connessione cittadina, servizi pubblici sicuri, percorsi pendolari affidabili: una Rete Verde che coprirà il 40% della seconda città più grande della Germania e che consentirà a residenti e turisti di girarla a piedi.

Il riscaldamento globale, l'innalzamento del livello del mare e della temperatura delle città, la salute dei cittadini, le emissioni di anidride carbonica, lo smog: sono questi i temi su cui riflettere.

A Parigi il 27 settembre, per un giorno intero, nessuna auto potrà circolare: questa giornata verde senza traffico è stata decisa per celebrare la sostenibilità, in coincidenza con la Settimana europea della mobilità sostenibile e con la conferenza sul clima COP21 delle Nazioni Unite, per dare un segnale e mostrare come potrebbe essere la città se fosse libera dalle macchine.

Il fatto è che esistono posti in cui le persone non vedono il cielo, città in cui la circolazione delle auto toglie perfino questo, costantemente. È il caso di Pechino. Ci è voluta una parata militare, la più grande mai organizzata in quei luoghi, per il  il 70 ° anniversario della sconfitta del Giappone nella Seconda Guerra Mondiale: i funzionari cinesi hanno vietato l'uso di cinque milioni di auto e i cittadini hanno visto per la prima volta il blu del cielo. Durante le due settimane di organizzazione, l'inquinamento è sparito e la città ha respirato; ma è bastato chiudere i festeggiamenti per tornare alla grigia normalità: non appena il traffico è ripreso, è tornato lo smog e si è coperto il cielo.

Questa è una di quelle guerre che vale la pena di combattere perché è in gioco la qualità della vita che facciamo, ciò che respiriamo, quello che siamo capaci di vedere e tutto quello a cui rinunciamo: in pratica, è in gioco quello che siamo.


EC