Smog: ogni anno 400.000 morti nella UE

Smog-killer in tutto il continente, le associazioni europee si mobilitano

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Le associazioni ambientaliste hanno scritto al ministro dell'ambiente Galletti per denunciare il rischio per la salute derivato dalla pessima qualità dell'aria.

Il 15 giugno infatti si riunirà il Consiglio europeo dell’ambiente che deve lavorare alla revisione della direttiva sui limiti alle emissioni nazionali e per questo le associazioni che fanno parte dello European Environmental Bureau, tra cui Legambiente, hanno scritto ai rispettivi ministri dell’Ambiente per rimarcare la necessità di un’azione più decisa contro l’inquinamento atmosferico e per migliorare la qualità dell’aria in Europa: 'non perdiamo l'occasione per tutelare la salute pubblica'.

Nella lettera si sottolinea che 'la direttiva sui limiti alle emissioni nazionali è uno strumento unico e importante per ridurre le emissioni atmosferiche in tutto il continente europeo. Mancando questa, gli sforzi messi in campo dai singoli paesi per migliorare la qualità dell’aria rischiano di essere pregiudicati dalle emissioni che provengono altrove. Una direttiva ambiziosa invece consentirà di ottenere benefici socio-economici'.

Secondo Legambiente, ogni anno in Italia si verificano circa 30mila decessi per il PM 2.5, rispetto limiti legge salverebbe 11.000 vite all'anno .

Secondo gli ambientalisti gli impegni di riduzione delle emissioni per cinque inquinanti dell’aria entro il 2020 e per sei sostanze inquinanti al 2030 che sono stati indicati nella proposta della Commissione di revisione della direttiva NEC appaiono del tutto insufficienti, oltreché troppo lontani nel futuro in relazione alla gravità del problema. Anticipare l’azione in funzione della riduzione dell'inquinamento atmosferico, secondo Legambiente, deve invece essere una priorità.

E l'Italia non ha certo da dormire sonni sereni: 'l’inquinamento atmosferico è responsabile ogni anno nel nostro Paese di circa 30mila decessi solo per il particolato fine (PM 2.5), pari al 7% di tutte le morti esclusi gli incidenti; l’inquinamento accorcia mediamente la vita di ciascun italiano di 10 mesi e il solo rispetto dei limiti di legge salverebbe 11.000 vite all'anno. Un bilancio salato di vite, cui si aggiungono i costi economici dell’incremento delle patologie, dei ricoveri e del ricorso alle cure farmacologiche. In Italia i costi collegati alla salute derivanti dall'inquinamento dell’aria si stimano fra i 47 e i 142 miliardi nel 2010. Ogni ulteriore ritardo nell'azione sull'inquinamento atmosferico sarebbe inaccettabile, dati i costi per la salute umana e per l'ambiente'.

Già l'inverno scorso si rilevavano tassi di inquinamento record nella Pianura Padana.

a.po