Anche il the indiano diventa bio

Svolta verde per la popolare bevanda; l'India diventa più green

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Anche l’India vuole lasciarsi alle spalle i pesticidi e, viste le dimensioni del paese, di fatto un continente, è un’ottima notizia. 

Hindustan Unilever, la principale azienda indiana del the, ha infatti deciso di sperimentare nelle piantagioni dell’Assam tecniche di coltivazione ecologica per ridurre l’abuso di sostanze chimiche.

Greenpeace aveva più volte denunciato l’abuso di pesticidi in queste coltivazioni. E ricordiamo che l’India è il secondo paese al mondo tra i produttori delle celebri foglie da infusione. 

'È necessario un cambiamento radicale dall’agricoltura industriale verso un modello ecologico che metta al centro le persone e gli agricoltori’ - ha dichiarato Federica Ferrario - responsabile della campagna Agricoltura sostenibile di Greenpeace Italia - . L’esperienza dei produttori di tè indiani ci fa sperare che, in India come in Europa, si possa presto abbandonare il vecchio modello industriale che antepone il profitto alle persone. Ne beneficerebbero anzitutto gli agricoltori, la principale categoria esposta agli effetti tossici delle sostanze chimiche usate in agricoltura, ma anche gli amanti del tè, che non dovrebbero più fare i conti con i residui dei pesticidi'.

L’abuso di pesticidi è uno dei problemi dell’agricoltura industriale, come denuncia la campagna ‘SoCosaMangio’ di Greenpeace.

Per approfondire la questione delle piantagioni di the indiane è possibile scaricare il rapporto ‘Trouble brewing – residui di pesticidi nel tè indiano’ (in inglese).

a.po