Cinema 3D: si va avanti con la rivoluzione

Il sequel di Avatar potrebbe essere un 3D che non ha bisogno di occhiali per essere visto

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Avatar, il famoso film di James Cameron, ha segnato una vera innovazione cinematografica, catalizzando l'integrazione della tecnologia 3D nei cinema e nelle case. Tuttavia, a quanto pianificato dal regista, i sequel – il primo uscirà nelle sale nel 2020 – potrebbero essere ancora più innovativi per quanto riguardo il formato: la tecnologia verrà portata ad un livello completamente nuovo, utilizzando un sistema di proiezione laser RGB progettato dalla Christie Digital che eliminerebbe agli spettatori la necessità di indossare gli occhiali.

Sono due le notizie che hanno alimentato la speculazione che Cameron stia perseguendo l'obiettivo di un 3D senza occhiali: la prima viene direttamente da lui, che a novembre scorso ha dichiarato che ci sono ancora spazi di manovra per quanto riguarda il 3D e che, alla necessità di avere una maggiore luminosità, ci si potrebbe arrivare anche senza occhiali; la seconda è stata a marzo, quando la sua società di produzione Lightstorm Entertainment ha rinnovato un accordo di cinque anni con la Christie Digital.

Tuttavia, sono stati annunciati pochissimi particolari su come funzionerebbe la tecnologia – al di là del fatto che i proiettori di Christie Digital sono in grado di utilizzare 60.000 lumen (unità di misura del flusso luminoso) per risolvere il problema della sfocatura e della distorsione della frequenza dei fotogrammi.
Gli occhiali sono il più grande limite della tecnologia 3D, molti li trovano scomodi, impraticabili e troppo costosi, ma se si ottiene un sistema senza occhiali, questo potrebbe determinare un'ampia adozione della tecnologia 3D.

Se quello che Cameron propone è effettivamente un ologramma prodotta dallo schermo, questa tecnologia potrebbe anche essere usata ben oltre il cinema – i giocatori potrebbero utilizzarla come alternativa alla realtà virtuale, spesso criticata per le sue cuffie ingombranti; gli architetti potrebbero utilizzarla per mostrare i propri progetti ai clienti e gli acquirenti potrebbero vedere le versioni 3D degli articoli che stanno pensando di acquistare online.
Insomma, indipendentemente dal fatto che la tecnologia sia pronta in tempo per Avatar 2, è sicuramente pronta ad avere un impatto importante sulle nostre esperienze di visualizzazione del futuro.

 

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