Donne più brave negli studi ma ancora penalizzate nel mondo del lavoro

I dati confermano che le ragazze sono più brave a scuola, dalle medie all’università, ma poi nel mondo del lavoro vengono penalizzate

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Le donne italiane durante gli studi conseguono risultati di tutto rispetto e si dimostrano spesso più brillanti dei colleghi maschi, ma quando si arriva nel mercato del lavoro non vengono premiate, anzi, subiscono ancora un chiaro divario sia sul fronte occupazionale che contrattuale e retributivo. Questi dati emergono anche dalle analisi di AlmaDiploma e AlmaLaurea.

I dati infatti dipingono un mondo che, a parità di condizione, favorisce i maschi.

Ma torniamo alla formazione: già dalle scuole medie inferiori le ragazze si distinguono. Il 36% di loro porta a casa ottimi voti a fronte del 29% dei colleghi maschi.

Anche una volta arrivate al diploma le ragazze sono davanti e superano l’esame di maturità con un voto medio più alto dei ragazzi: 78,4% contro 75,2.

Le donne si distinguono anche nel sociale: il 22% svolge attività di volontariato, mentre solo il 14% dei maschi lo fa.

Anche per i corridoi delle università si trovano più donne che uomini e se consideriamo i fuoricorso è più probabile che siano maschi (47%) e non femmine (42%). Anche il voto di laurea è più alto per le donne: 103,1 contro 100,8.

Però, tra chi ha una laurea magistrale in tasca, a cinque anni dal titolo, le percentuali si invertono: lavorano l’83% delle donne e il 90% degli uomini. E, sempre a un lustro dalla laurea, ad avere un posto sicuro sono il 77% dei lavoratori maschi contro il 64 delle lavoratrici femmine. 

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