È uscita “L’Italia selvaggia”, la nuova guida a un’Italia magica e poco conosciuta

Luoghi solitari, incontaminati, silenziosi, dove l'uomo è ospite della natura: montagne, valli e foreste in cui si possono sperimentare la bellezza e lo straniamento della distanza dalla “civiltà”

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“L'Italia selvaggia” è la nuova guida di Altreconomia a un’Italia magica e poco conosciuta in uscita il 6 luglio. Una bussola per orientarsi tra valli perdute, montagne intatte, coste solitarie, acque limpide, canyon nascosti, dedicata a chi vuole partire con consapevolezza, per imparare a conoscere e a rispettare questi templi naturali. Sentieri selvaggi dove si può camminare nel silenzio, dove la presenza umana nulla o rarefatta, dove si respira all’unisono con la natura e ci si può perfino perdere (con prudenza) tra selve e radure, creste e forre.

Se cercate qualche ora o qualche giorno in una condizione di “deserto” e di “sospensione” del tempo storico, in queste pagien troverete utili suggerimenti.

Sono 14 le aree selvagge descritte in dettaglio, dal Nord al Sud dell’Italia, isole comprese: la mitica Val Grande e poi Valle Cervo, Val Codera, Val di Vesta, Lagorai, Valtramontina, Fosso del Capanno, Valle dello Scesta, Cicerana, Monti della Meta-Mainarde, Aspromonte, Orsomarso, Cava d’Ispica, fino al Supramonte cantato da De André.

Se è vero che l'Italia non possiede gli spazi interminabili di altri Paesi e Continenti, le “dimensioni” del selvaggio in fondo non sono così importanti. Scrive nella bella prefazione Franco Michieli, geografo, autore di “La vocazione di perdersi” (Ediciclo): “Non dobbiamo quindi chiederci fino a che punto un ambiente in cui ci inoltriamo sia oggettivamente selvaggio (di solito non lo è del tutto), ma come esso ci possa parlare di sé, delle nostre antiche radici e di noi stessi. Incontrare la wilderness significa entrare in una relazione selvatica, ovvero percepire e reagire per mezzo del nostro corpo e della nostra psiche, indipendentemente da dove ci troviamo.”

“L’Italia selvaggia” - a dispetto del titolo - è comunque un libro per tutti, non per ironman, né per alpinisti estremi o esploratori spericolati: è uno strumento per chi alle imprese epiche preferisce le scelte etiche. Una guida di “turismo responsabile”, non solo perché parla di natura incontaminata o perché segnala numerose strutture che ne adottano i criteri, ma anche perché propone percorsi adatti alle nostre capacità e perché invita a vedere la natura non come “bene di consumo” ma come “bene comune”.

 

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