Ecco come i cellulari stanno trasformando la nostra salute

L'assistenza sanitaria mobile ci sta dando nuovi modi per interagire con gli operatori sanitari: con le app si apre una nuova era per questo settore

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Con il crescente numero di utenti di smartphone in tutto il mondo e con il fatto che oramai i nostri telefoni sono diventati prolungamenti della nostra persona – o forse siamo noi ad essere prolungamenti dei nostri telefoni –, non è una sorpresa che molte industrie si stiano aprendo alle piattaforme mobili per la cura dei propri affari: banking, vendita al dettaglio, formazione e molti altri campi si stanno oramai dirigendo verso il «mobile». 

E non solo: anche la salute si è diretta lì.

Iniziano ad esistere un gran numero di applicazioni che offrono qualsiasi cosa: dal monitoraggio del fitness e dei propri movimenti al controllo della salute (le applicazioni di fitness sono così onnipresenti che i produttori stanno facendo un'apparecchiatura specializzata che permette di monitorare la frequenza cardiaca, il numero di passi e delle rampe di scale – alcune, addirittura, hanno delle funzioni di social network tra le persone che cercano di mettersi in forma).

Anche gli ospedali si danno da fare, offrendo applicazioni dedicate ai loro servizi, che collegano il paziente al sistema, permettendogli di monitorare i sintomi di malattie specifiche e poi inviarli al proprio medico per avere una recensione.

Inoltre, al di là delle applicazioni, ci sono anche sistemi di promemoria per prendere le pillole o per ricordarsi le visite mediche – tramite SMS, per esempio.

Un mercato fortemente in espansione, insomma, che ha anche scatenato un dibattito sulla privacy: quello che dicono alcuni esperti, infatti, è che tutti i dati che forniamo a queste applicazioni – solitamente accettiamo i termini di utilizzo non preoccupandoci affatto di dove verranno convogliate le informazioni che ci riguardano – potranno essere utilizzati a fini commerciali, con profitto per le aziende.

Il futuro è alle porte, anzi è praticamente già entrato: come al solito, non ci resta che imparare a gestirlo al meglio.