Freddo: cosa succede al nostro corpo e cosa mangiare

Ecco i rischi del gelo per il nostro corpo e gli alimenti che ci aiutano ad affrontare le basse temperature

WhatsApp Share

L’aria gelida ha fatto scendere bruscamente le temperature su tutta la penisola, alcune zone sono in difficoltà per le abbondanti nevicate e in molte città è allarme per i senzatetto che rischiano anche la vita a causa del termometro sotto zero.

Cosa rischia il corpo umano quando è esposte a temperature rigide? Si va da geloni a forme di congelamento lievi o gravi fino all’ipotermia, che può risultare letale.

Gli esperti del Ministero della salute hanno predisposto una guida per illustrare questi rischi. Li riassumiamo:

Geloni
Sono lesioni della cute reversibili, compaiono se la parte esposta è umida o bagnata o c’è vento forte. Si può avvertire una sensazione di intorpidimento e prurito delle zone interessate. Spesso non si avverte dolore ma, nei casi più gravi, le zone colpite possono gonfiarsi, arrossarsi e coprirsi di vescicole. E’ opportuno consultare il proprio medico curante.

Congelamento
Ci sono delle forme lievi che non causano dolore, ma si nota una colorazione bianco ‐ grigiastra delle zone interessate. In questo caso, basta riscaldare la parte colpita anche soltanto massaggiandola e alitandovi sopra. Le forme più gravi colpiscono le cellule dei tessuti. Questo significa che possono andare in contro anche a necrosi. Le zone più colpit e sono quelle meno irrorate e più esposte come: mani, piedi, talloni, lobi auricolari, naso, guance, mento. Sono condizioni rare, si possono verificare nelle persone che trascorrono la notte all’aperto o in alta montagna. Oltre al freddo, incidono la presenza di vento forte e umidità relativa molto elevata. I segni iniziali di congelamento son o spesso lievi: cute pallida, fredda, edematosa, successivamente diventa arrossata fino a divenire cianotica e dolente, con comparsa di bolle e se l’esposizione al freddo persiste si ha comparsa di piccole zone di gangrena, fino al congelamento generale che interessa tutto l’organismo. La persona va soccorsa prontamente per evitar e l’assideramento.

Ipotermia
Si verifica quando la temperatura corporea scende sotto i 35 gradi. In questo caso le funzioni vitali non sono più efficienti.
I primi segnali di ipotermia sono: parlare a scatti, difficoltà di deambulazione, tendenza ad inciampare, confusione mentale, perdita di coordinamento degli arti, sensazione di affaticamento e di freddo, tensione muscolare e, nei casi più gravi, perdita dei sensi fino al coma. Se ci si trova in montagna, in attesa dei soccorsi, è utile praticare massaggi leggeri sulla superficie corporea e mettere, se possibile, la persona a riparo dal freddo e dal vento. Ovviamente bisogna coprire la persona in difficoltà con indumenti caldi e coperte, somministrare abbondanti liquidi caldi, come tè e caffè allungato, brodo vegetale. Evitare la somministrazione di bevande alcoliche.

Alimentazione
Il ministero ha anche diffuso dei consigli sull’alimentazione migliore per affrontare il freddo. Dobbiamo sempre bere, circa due litri di acqua al giorno, meglio se attraverso bevande calde. Guai ad eliminare frutta e verdura: contengono vitamine e sali minerali, molto utili per difendersi dalle insidie del freddo.
Si consigliano tutti gli alimenti contenenti il beta carotene (un precursore della vitamina A) e la vitamina E, in grado di stimolare le difese immunitarie. I cibi contenenti carotenoidi sono: carote, zucca, patate, pomodori, spinaci, carciofi, barbabietole rosse, broccoli, cavolfiori, peperoni, mentre quelli contenenti la vitamina E sono le mandorle, le nocciole, olio extravergine d’oliva ecc.  Bisogna evitare di bere alcolici e super alcolici perché possono causare una eccessiva dispersione del calore prodotto dal corpo e favorire l'insorgere di ipotermia.

 

 

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie vai alla sezione Cookie Policy