Gli americani mangiano meno carne: calate le emissioni di Co2

Il manzo è stato responsabile del 34% delle emissioni di gas serra legate al cibo

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Diminuire il consumo di carne non è solo una scelta etica o di salute, è anche un modo per difendere l’ambiente.

Hanno iniziato a capirlo anche negli Stati Uniti, un paese che tradizionalmente consuma grande quantità di carne. Ma negli ultimi anni, tra il 2005 e il 2014, il consumo di manzo è calato del 19%. In termini di emissioni, è come se un automobile su sei si fosse fermata. Lo spiega uno studio del Natural Resources Defense Council (Nrdc) secondo il quale, complessivamente, i cambiamenti nella dieta degli americani hanno contribuito a un taglio di emissioni pari a quelle prodotte da 57 milioni di auto.

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La lista degli alimenti che ha subito un calo si estende oltre alla carne rossa e comprende succo d'arancia, maiale, latte intero, pollo, dolcificante di mais ad alto fruttosio, latte in polvere senza grassi, pomodori in scatola, patate congelate e lattuga fresca.

"Che se ne siano resi conto o meno, gli americani lottano contro i cambiamenti climatici anche a tavola", afferma Sujatha Jahagirdar, del Programma cibo e agricoltura di Nrdc.

I ricercatori spiegano che la diminuzione delle emissioni di Co2 avrebbe potuto essere anche più consistente se non fossero aumentati, nel periodo preso in esame, altri alimenti "ad alta intensità di carbonio", come formaggio, yogurt e burro.

Gli americani rimangono comunque i principali consumatori al mondo di manzo e vitello. Nel 2014, sottolinea Nrdc, il manzo è stato responsabile del 34% delle emissioni di gas serra legate al cibo. Se tutti gli americani mangiassero un terzo di carne rossa in meno all'anno taglierebbero le emissioni prodotte da 10 milioni di auto.