Greenpeace contro Amazon e Netflix: in ritardo su energia verde

Il settore dell’Information Technology utilizzerà quest'anno il 12% dell'energia globale. Greenpeace spinge per una svolta "green"

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Greenpeace dà i voti sull’utilizzo dell’energia verde alle grandi aziende del mercato tecnologico. Bocciate Netflix, Amazon Web Services e Samsung perché "ancora in ritardo" mentre promosse Apple, Google, Facebook e Switch, azienda leader a livello mondiale nel settore dei data center, perché "stanno compiendo grandi passi in avanti verso l'obiettivo di alimentarsi con energia al 100% rinnovabile".

È quanto si legge nel rapporto "Clicking Clean:Who is Winning the Race to Build a Green Internet?" diffuso da Greenpeace Usa, in cui si analizza l'impronta energetica dei grandi operatori di data center e di circa 70 tra siti web e popolari applicazioni.

"Nonostante gli annunci in fatto di rinnovabili, Amazon continua a mantenere i suoi clienti all'oscuro sulle proprie decisioni energetiche" spiega Luca Iacoboni, responsabile campagna Clima ed Energia di Greenpeace Italia esprimendo preoccupazione se si tiene conto "che l'azienda sta allargando le proprie attività in aree geografiche in cui sono utilizzate prevalentemente energie sporche".
Netflix, piattaforma di streaming "con un'impronta energetica che interessa un terzo del traffico internet in Nord America e che contribuisce in maniera significativa alla domanda di dati per lo streaming video, nel 2015 aveva annunciato l'intenzione di controbilanciare completamente le proprie emissioni di CO2 - ricorda Iacoboni - ma un'analisi più attenta ha rivelato che sta solamente comprando crediti di compensazione delle emissioni, senza aumentare gli investimenti in energie rinnovabili, l'unico modo per ottenere un futuro pulito".

Netflix ormai è un gigante della rete e le sue scelte incidono. Per questo, secondo Iacoboni: “deve prendersi la responsabilità di assicurare che la sua crescita sia alimentata da energia rinnovabile, non da combustibili fossili, e deve porsi come capofila su questo tema”.

Il settore dell’Information Technology ha utilizzato il 7 per cento della elettricità globale nel 2012 e il suo fabbisogno è destinato ad aumentare. Quest’anno potrebbe arrivare al 12%. Bisogna considerare l’importanza dello streaming video in questo processo: nel 2015 ha pesato per il 63% sul traffico internet totale e nel 2020 potrebbe raggiungere l’80%.

Greenpeace chiede che tutte le più grandi compagnie si impegnino ad alimentarsi con energia 100 per cento rinnovabile e siano trasparenti sulle attuali performance energetiche del settore e il consumo di risorse, incluso le fonti di energia utilizzate, per permettere a clienti e investitori di misurare i progressi verso l’obiettivo.