L'Europa dipende ancora dal carbone

Il WWF presenta la mappa europea del carbone

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L'Unione Europea parla molto di lotta al cambiamento climatico e di politiche ambientali, peò sul territorio europeo sono ancora attive 280 centrali a carbone; centrali vecchie, molte hanno più di 30 anni e quindi sono poco efficienti e molto inquinanti.

Bruciare carbone ha un grande impatto in termini di produzione di Co2 e di inquinamento. Una scelta che rovina anche i polmoni dei cittadini europei.

'Nel 2014 l’Italia, con le sue 12 centrali a carbone attive, ha contribuito a coprire il 13,5% del fabbisogno di elettricità causando emissioni di CO2 per 39,4 milioni di tonnellate, pari a ben oltre 1/3 di tutte le emissioni della generazione termoelettrica nazionale', denuncia il WWF Italia.

Climate Action Network (CAN) lancia oggi a livello internazionale la Mappa Europea del Carbone www.coalmap.eu in cui vengono presentati dati sconvolgenti e inquietanti sul business del carbone in Europa. Con una ricerca basata su un ampia gamma di dati pubblici e non solo, CAN ha dato forma a otto diverse mappe, mostrando al pubblico internazionale gli effetti delle centrali a carbone in tutta Europa.

La mappa offre una panoramica chiara sulle centrali a carbone esistenti e su quelle previste, mettendo in evidenza informazioni chiave su inquinamento e impatti sulla salute [1] prodotti dalla combustione del carbone. Lo studio evidenzia anche come i Governi siano ancora fortemente coinvolti in questo settore: attraverso imprese di proprietà statale e con enormi sovvenzioni pubbliche.

'I Paesi europei sono ancora assuefatti al carbone per la produzione di energia elettrica, ma oggi siamo di fronte alla migliore opportunità per la graduale eliminazione della fonte energetica più inquinante”, afferma Kathrin Gutmann , Coal Policy Coordinator di CAN Europe. 'Le fonti rinnovabili sono in piena espansione e la domanda di energia sta calando, così anche le aziende energetiche stanno già perdendo miliardi di euro l'anno sui loro investimenti in carbone che rischiano di dover esser pagati dai cittadini. E’ necessario dunque che i Governi europei agiscano immediatamente per chiudere definitivamente con il carbone, soprattutto in vista della Conferenza Onu sul Clima che si terrà a Parigi a fine novembre.

'Fare a meno del carbone già da oggi è possibile e necessario – ha detto Mariagrazia Midulla, responsabile Clima ed Energia del WWF Italia- In Italia, per esempio, abbiamo molti più impianti per la produzione di energia elettrica di quelli che ci servono, con una capacità produttiva del doppio del massimo picco di domanda mai raggiunto. Questo è frutto della mancanza di programmazione, ma anche della mancanza di coraggio nel dettare standard per premiare le tecnologie meno inquinanti e favorire la sostituzione dei combustibili fossili, in primis del carbone, con le energie rinnovabili. Occorre voltare pagina, non siamo più agli albori della rivoluzione industriale, il carbone è l’età della pietra dell’energia. Con la stragrande maggioranza dei cittadini che vogliono si dica basta all’uso del carbone, non solo quelli vicini alle centrali, facciamo in modo che l’Italia arrivi a Parigi da leader'.

 

 

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