Le infezioni contratte in ospedale causano più morti degli incidenti stradali

Questo perché ogni anno, il 5-8% dei pazienti ricoverati contrae un’infezione all’ospedale

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Sembra un paradosso, ma fa più morti l’ospedale che la strada. Nel nostro paese le infezioni ospedaliere causano, ogni anno, più vittime degli incidenti stradali: 4.500-7.000 morti da un lato, 3.419 dall’altro.

Questo perché ogni anno, il 5-8% dei pazienti ricoverati contrae un’infezione all’ospedale. Si tratta di 450-700 mila casi, soprattutto infezioni urinarie, della ferita chirurgica, polmoniti e sepsi. E tutto ciò ha un costo significativo per le casse pubbliche: per ogni infezione ospedaliera si stimano circa 9.000-10.500 euro.

"I microrganismi causa di infezioni associate alle procedure assistenziali, tra le quali quelle contratte in ospedale, provengono sia da flora batterica endogena, cioè già presente nel paziente, che esogena, cioè provenienti dall’esterno – spiega all’Adnkronos Nicola Petrosillo, direttore del Dipartimento Clinico e di Ricerca in Malattie Infettive dell’Irccs Lazzaro Spallanzani di Roma – Non dobbiamo dimenticare che spesso parliamo di persone fragili, debilitate e con basse difese immunitarie, e di pazienti frequentemente affetti da comorbosità, cioè altre malattie non infettive, renali, cardiache, respiratorie, oncologiche, oppure pazienti critici in terapia intensiva sottoposti a varie e prolungate procedure invasive"

Purtroppo in alcuni reparti si fa un largo uso di antibiotici e questo fa aumentare la presenza di microrganismi resistenti al farmaco d’elezione che dovrebbe debellarlo. Purtroppo, se non ci fossero gli antibiotici nel mondo morirebbero 300 milioni di persone entro il 2050.

L’analisi dei costi delle infezioni ospedaliere (mediante database amministrativi) è stato lo scopo della ricerca 'Burden economico delle infezioni ospedaliere in Italia', realizzata da Francesco Saverio Mennini, Research Director Ceis Economic Evaluation and HTA, Università di Roma Tor Vergata. Fonte dei dati sono state le schede di dimissione ospedaliera (Sdo) nazionali e regionali (con data di dimissione compresa tra il 1 gennaio 2006 ed il 31 dicembre 2014).

“La prospettiva del nostro studio – ha spiegato Mennini all’Adnkronos – è quella di mettere in luce quanto pesano, in termini di impatto economico diretto e indiretto" le infezioni ospedaliere "in Italia, sia dal punto di vista della salute del paziente, sia della loro incidenza sul Ssn. Partendo dal presupposto che, come prova lo studio, le infezioni ospedaliere compaiano in circa 3 casi ogni 1.000 ricoveri acuti in regime ordinario, la loro valorizzazione mediante valutazione delle giornate aggiuntive per singolo Drg ha comportato una stima media annua di € 69,1 milioni. Mentre la valorizzazione mediante Drg specifici (418 e 579) ha comportato una stima media annua di € 21,8 milioni. Numeri che devono far riflettere soprattutto sul tema dell’appropriatezza, cioè sull’adozione di misure innovative, come trattamenti e device tecnologici, con l’obiettivo di migliorare la qualità dell’assistenza nel limite delle risorse disponibili".