Riusciremo mai a comunicare con un extra-terrestre?

Gli scienziati affermano che probabilmente le civiltà aliene possiedono un approccio comunicativo talmente diverso dal nostro che forse non saremo mai in grado di parlare con loro

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I prototipi di extra-terresti che sono nel nostro immaginario sono esseri fisicamente molto diversi da noi, tipo E.T. o altri tipi di mostri con tentacoli e occhi giganti, che possiedono però capacità conoscitive molto simili alle nostre, tanto da dare l'impressione di avere sempre una possibilità di comunicare con loro.

Tuttavia, secondo un nuovo documento pubblicato in seguito a una riunione del SETI (Search for Extraterrestrial Intelligence) a Puerto Rico, gli scienziati dovranno ripensare le capacità percettive e sensoriali delle civiltà aliene potenziali: esse potrebbero possedere un approccio comunicativo diverso dal nostro – non visivo sensoriale, insomma – e questo potrebbe complicare davvero molto i nostri tentativi di comunicare con loro.

Il documento, «Alternative Perceptual Systems and Discovery of Basic Astronomical Phenomena», è incentrato sull'idea che le intelligenze aliene potrebbero non possedere la percezione elettromagnetica – quella che noi chiamiamo «vista» e che si basa sulla nostra capacità di percepire la luce – e fornisce ovviamente molte prove a sostegno di questa tesi.
Quindi, quello che ci succederebbe se incontrassimo un extra-terrestre sarebbe una estrema difficoltà di comprensione, una impossibilità di comunicare: tutti i messaggi che potremmo scambiare con una presenza aliena inevitabilmente finirebbero per tradire le inclinazioni percettive di ogni razza, fino a renderci reciprocamente incomprensibili.
Altro che: «E.T. Telefono Casa»! Dopo un lungo peregrinare alla ricerca di un contatto finiremmo per non poter in alcun modo comunicare: è qualcosa che fa decisamente riflettere.
Tutta questa nostra lunga attesa per capire se ci sono altre forme di vita intelligente nell'universo potrebbero portare a non stringere niente, a causa della mancanza di un quadro percettivo comune.