Segnali preoccupanti per la calotta antartica occidentale

Un ghiacciaio chiave in Antartide è a rischio crollo: se succedesse, sarebbe una catastrofe

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Nel 2015, un iceberg di 583 chilometri quadrati ha occupato i titoli di molti giornali quando ha deciso di separarsi dal Pine Island Glacier, un ghiacciaio che insieme al suo partner Thwaites si trova ai margini ovest della calotta antartica ed è una delle lastre di ghiaccio più attive del continente – i due ghiacciai, infatti, lavorano per tappare il flusso di ghiaccio ed evitare che circa il 10% della calotta antartica occidentale fuoriesca in mare. 

Gli scienziati ritengono che il crollo totale della calotta antartica occidentale porterebbe ad un innalzamento del livello del mare di circa 3 metri, visto che più della metà dell'acqua dolce del mondo è congelata in Antartide.

Recentemente, mentre facevano delle verifiche su un nuovo software di elaborazione delle immagini, i ricercatori della Ohio State University hanno notato qualcosa di insolito nelle immagini satellitari scattate prima del disfacimento del 2015.

Le immagini hanno provato che una spaccatura presente alla base della piattaforma di ghiaccio nel 2013, interna di quasi 32 chilometri, si è propagata verso l'alto per più di due anni, fino a quando non ha spaccato la superficie creando il famoso iceberg che se ne è andato alla deriva per più di 12 giorni tra la fine di luglio e i primi di agosto del 2015.

Quindi il ghiaccio si è spaccato dall'interno verso l'esterno, un comportamento che non si era mai verificato in una calotta antartica e che potrebbe implicare che qualcosa ha indebolito il centro della piattaforma di ghiaccio – la spiegazione più probabile è che sia un crepaccio fuso a livello roccia dal riscaldamento dell'oceano.

Si ritiene che, poiché la parte inferiore della calotta antartica occidentale si trova sotto il livello del mare, l'acqua dell'oceano può entrare di nascosto verso l'interno e rimanere invisibile: questo vorrebbe dire però che si stanno formando valli nel ghiaccio che si sciolgono dal basso e che potrebbero accelerare lo scioglimento dei ghiacciai e il crollo della calotta.

Per chi volesse ricordare quanto accaduto nel 2015, ecco qui.

 

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