L'Australia prende posizione sulle plastiche monouso

Grazie alla mossa di importanti rivenditori, i sacchetti di plastica monouso stanno andando fuori moda nel più grande stato dell'Oceania

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Dopo che la Tasmania e il sud dell'Australia hanno iniziato a mettere vari divieti sull'utilizzo delle buste di plastica, si sono mossi anche i rivenditori nazionali – come Big W e Coles – che hanno ufficialmente bandito l'uso dei contenitori di plastica monouso nei loro negozi. Un'iniziativa che, nella pratica, ne elimina l'uso in quasi tutti gli stati australiani. 

Gli acquirenti non sono stati affatto entusiasti di questa mossa, tanto che di fronte a Woolworths che ha smesso di dare le buste gratis dal 20 giugno si sono rivoltati talmente tanto che la catena di supermercati ha deciso di iniziare a farle pagare quasi un mese dopo, dal 9 luglio.
Le altre due catene di negozi, invece, sono state irremovibili e hanno tolto le buste dal primo giugno – motivo per cui hanno dovuto sedare l'indignazione della comunità: Coles , per esempio, ha assunto più personale in modo da garantire che le casse si muovessero rapidamente e non si creassero file.

A livello nazionale, comunque, l'Australia fa parte di quei paesi che stanno riducendo la loro dipendenza dai prodotti in plastica monouso per combattere l'inquinamento degli oceani. Secondo l'UNEP, il Programma ambientale delle Nazioni Unite, il mondo produce oltre 300 milioni di tonnellate di plastica all'anno, di cui circa il 2,6% – quindi otto milioni di tonnellate e ben 5 trilioni di sacchetti di plastica – finiscono nell'oceano, dove avvelenano la vita marina. Senza ridurre la produzione di plastica monouso, l'ONU stima che queste materie potrebbero superare il numero di pesci oceanici in poco più di 30 anni.

Insomma, le catene di negozi dell'Australia hanno fatto bene.

Con buona pace dei clienti e della loro indignazione.