Frutta e verdura contro l'obesita infantile

Aumenta il numero di bambini a rischio obesità in Italia. Alla base abitudini alimentari scorrette, che riguardano soprattutto i tanti spuntini fuori pasto. La soluzione? Frutta e verdura al posto di snack e merendine

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È allarme obesità tra i minori in Italia, dove il numero dei bambini in forte sovrappeso ha raggiunto la cifra di quasi un milione. Si tratta di dati molto preoccupanti, sintomo che nel nostro paese esistono seri problemi legati all’alimentazione durante l’infanzia.

Dei bimbi di età compresa tra gli otto e i nove anni l’11,1% è obeso, mentre il 22,9% si trova attualmente in una condizione di sovrappeso. Questo secondo l’indagine portata avanti dal progetto “Okkio alla salute”, nato per monitorare le condizioni dei giovanissimi e promosso dall’Istituto Superiore di Sanità.
La ricerca rivela che le cause di questo aumento di peso molto dannoso per la salute vanno cercate nelle abitudini alimentari scorrette, che nei bambini riguardano in modo particolare la colazione e gli spuntini di metà mattina e metà pomeriggio.

Abbiamo già avuto modo di scrivere su Ecoseven.net come una merenda sana e nutriente dovrebbe comprendere latte, yogurt, frutta e verdure. Soprattutto cibi freschi, nutrienti e poco calorici. Purtroppo tra le famiglie italiane la tendenza resta quella di comprare merendine confezionate.

Quasi il 50% dei minori oggetto del sondaggio, inoltre, è solito consumare bevande gassate e ad alto contenuto di zucchero, generalmente caloriche e responsabili dell’aumento di gonfiore e peso. Mentre nelle regioni del Nord i dati relativi all’obesità infantile sono più limitati, un vero e proprio boom di casi di minori obesi si ha nel Mezzogiorno, soprattutto in Campania.

Per contrastare l’obesità nei bambini, la Coldiretti ha proposto un progetto da concordare con il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, incentrato sulla distribuzione di frutta e verdura direttamente nelle scuole. Si parla di una pianificazione che partirà nell’anno scolastico 2011/2012, tuttavia sono già numerosi gli istituti scolastici a essere stati coinvolti.

(DireDonna)