Abbiamo un antibiotico nel naso e non ce ne eravamo mai accorti

Gli scienziati annunciano di aver trovato un nuovo antibiotico: ce lo abbiamo nel naso e riesce a trattare i batteri resistenti ai farmaci

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Non si può non fare una battuta molto facile: questo antibiotico ce lo avevamo proprio sotto il naso, anzi dentro. Dopo aver scoperto, nel tempo, moltissimi antibiotici spulciando tra campioni di suolo, gli scienziati tedeschi hanno deciso di iniziare a scandagliare il nostro corpo: è così che hanno scoperto un antibiotico che è presente nel nostro naso e che potrebbe essere un'arma fondamentale nella lotta contro i superbatteri. Per tutto questo tempo, l'antibiotico se ne è stato silenziosamente nella mucosa batterica presente all'interno delle nostre narici ed ora eccolo qua.

La scoperta è avvenuta attraverso il tamponamento e l'analisi dei batteri nasali di 90 persone, che hanno partecipato allo studio che ha trovato questo ceppo batterico, chiamato Staphylococcus Lugdunensis. I ricercatori hanno messo a punto un farmaco basato su questo ceppo e hanno dato vita a una nuova classe di antibiotici, che è stata chiamata Lugdunin.

Gli scienziati, che lavorano presso l'Università di Tubinga, in Germania, sono stati poi in grado di usare il farmaco per combattere, nei topi, uno stafilococco molto noto per la sua resistenza ai farmaci: l'MRSA. Questo suggerisce che potremmo avere un nuovo e potente trattamento per le mani tra qualche anno, quando sarà messo a punto per l'uso umano.

L'idea che si possano trovare gli antibiotici all'interno del corpo è una scoperta davvero innovativa, visto il crescente problema della resistenza dei germi agli antibiotici: essendo in continua evoluzione, essi imparano a combattere e vincere le difese studiate contro di loro e di certo lo faranno anche contro i Lugdunin, ma almeno avremo nuove possibilità di contrastarli – era dal 1980 che non si trovava una classe di antibiotici come questa.

Inoltre, questa potrebbe anche essere solo la punta dell'iceberg: è quello che sperano i ricercatori, visto che si stima che i batteri più resistenti e più intelligenti potrebbero causare centinaia di milioni di morti entro il 2050. Per questo la corsa per scoprire nuovi antibiotici è così importante.