Aumentano i casi di tubercolosi in italia, l'allarme degli esperti

La tubercolosi ha una incidenza generalmente basse, ma alcune fasce della popolazione sono a rischio

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In Italia si contano 7,7 casi per ogni 100mila abitanti, quindi la tubercolosi è considerata una patologia a 'bassa incidenza'.

Tuttavia rappresenta un pericolo per alcuni gruppi a rischio come tossicodipendenti, immigrati da paesi molto colpiti, pazienti immunodepressi; in generale quindi per persone apparteneti alle classi sociali più in difficoltà.

A lanciare l'allarme è la Fondazione Gimbe che ha realizzato la sintesi italiana delle indicazioni pubblicate a gennaio dal Nice (l'Istituto britannico per la salute e l'eccellenza sanitaria), con un approccio sistematico e integrato alla prevenzione, diagnosi, terapia e gestione della Tbc.

'Il ritorno della Tbc - spiega all'Adnkronos Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe - rappresenta un’emergenza sanitaria sottovalutata perché esistono numerosi ostacoli per un’efficace prevenzione e trattamento: standard assistenziali spesso obsoleti a dispetto di una notevole evoluzione delle conoscenze scientifiche, frammentazione e scarso coordinamento dei percorsi assistenziali tra servizi di sanità pubblica, cure primarie e assistenza specialistica, barriere culturali e linguistiche, carenze nella rete di diagnosi e cura".

Il Piano nazionale di prevenzione 2014-2018 riporta tra gli obiettivi prioritari l’implementazione di linee guida aggiornate, però l’ultimo aggiornamento delle linee guida nazionali risale al 2010.
Per Cartabellotta, 'la mancanza di linee guida aggiornate, in grado di sintetizzare le migliori evidenze scientifiche, rappresenta un ulteriore ostacolo alla gestione ottimale della Tbc: l'uso appropriato dei nuovi test diagnostici (Igra test, Naat), le strategie per migliorare l’aderenza terapeutica e i protocolli di cura per i casi multi-farmaco resistenti oggi sono ben lontani dall'essere promossi in modo uniforme sul territorio nazionale'.

'Tutti i professionisti coinvolti nella gestione della malattia tubercolare - conclude Cartabellotta - dovrebbero prendere in considerazione queste linee guida, per garantire un'assistenza omogenea su tutto il territorio nazionale per questa emergenza sanitaria, che può essere adeguatamente prevenuta e trattata integrando le migliori evidenze nei percorsi assistenziali regionali e aziendali'.