Scopriamo il rapporto tra la vitamina A e il nostro cuore

Il coinvolgimento della vitamina A nelle dinamiche del nostro corpo va oltre gli occhi e la pelle, punta dritto al nostro apparato cardiaco

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Come accade molto spesso, il confine tra bene e male tende a farsi confuso nel caso del rapporto tra la vitamina A e il nostro cuore. Mentre riguardo ai suoi benefici per la vista e per la nostra pelle non ci sono dubbi, nel caso del cuore la vitamina A non ha un ruolo chiarissimo.

Dice proprio questo il nuovo studio pubblicato sull'American Journal of Physiology—Heart and Circulatory Physiology: il cuore è in grado di rispondere alla vitamina A e di certo la quantità di vitamina A presente ha un effetto sul cuore, ma se questo effetto è benefico o dannoso ancora non è dato sapere – ci sono volte in cui il corpo dei mammiferi riesce a manipolare la vitamina A in maniere non molto positive. 

Nel corpo, la vitamina A viene convertita in:

  • retinaldeide, utilizzata dagli occhi per vedere;
  • acido retinoico, che attiva alcune proteine e viene utilizzato da altri processi fisiologici;
  • esteri di retinile, che vengono memorizzati nel fegato per un uso successivo.

Il team di ricerca, volendo studiare il ruolo della vitamina A nella salute del cuore, ha cercato innanzitutto i recettori dell'acido retinoico nel cuore e li ha trovati, scoprendo quindi che il cuore può rispondere a questa vitamina; in secondo luogo ha studiato le conseguenze di una carenza di vitamina A sul cuore con un esperimento sui topi alterati da una dieta con deficienza di vitamina A e  una impossibilità congenita indotta di memorizzarla nel fegato. 

I ricercatori hanno scoperto che la riduzione delle riserve di vitamina A aveva alterato la maniera in cui il cuore si manteneva: il cuore dei ratti esprimeva geni differenti e nel contempo mostrava più cellule per sostituire le cellule del cuore danneggiate – infatti questi ratti hanno rivelato meno danni al cuore dopo un attacco indotto chirurgicamente. Poiché, però, uno studio precedente, sempre sui topi, aveva raccontato di un aumento nella fornitura al cuore di vitamina A immagazzinata nel fegato dopo un attacco indotto chirurgicamente, concludendo che c'erano stati benefici in questo apporto grazie alle proprietà antiossidanti della vitamina A, ora il punto è chiarire qual è il modo migliore per mantenere un cuore sano, qual è il giusto apporto di vitamina A per un equilibrio ottimale. E i ricercatori sono intenzionati a proseguire proprio su questa strada.

 

 

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