Vuoi curarti? Paga. Continua a crescere la sanità privata

Milioni di Italiani se vogliono curarsi devono rivolgersi alle strutture private, mentre altri sono costretti a rinviare le cure a tempi migliori...

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Curarsi è molto semplice se si è disposti, o si può permettersi di pagare il conto alla fine. 

Cresce la sanità privata nel nostro paese: lo conferma una ricerca Censis-Rbm Assicurazione Salute presentata a Roma al VI «Welfare Day».
La spesa sanitaria desitnata al settore privato è cresciuta fino alla quota di 34,5 miliardi di euro. Significa un incremento del 3,2% tra il 2013 e il 2015.
E con l’aumentare del ticket nel pubblico, spesso il privato costa poco di più.

‘Sono 10,2 milioni gli italiani che fanno un maggiore ricorso alla sanità privata rispetto al passato, e di questi il 72,6% a causa delle liste d’attesa che nel servizio sanitario pubblico si allungano’, ha spiegato all’Adnkronos Marco Vecchietti, amministratore delegato di Rbm Assicurazione Salute. ‘Bisognerebbe ripensare le agevolazioni fiscali per le forme sanitarie integrative, per assicurare tutte le prestazioni che oggi sono pagate di tasca propria dagli italiani e per rimuovere le penalizzazioni di natura fiscale per i cittadini che decidono su base volontaria di assicurare la propria famiglia. La sanità integrativa è oramai un’esigenza per tutti gli italiani e non può più essere considerata un benefit per i lavoratori dipendenti o un lusso per i più abbienti’.

E chi non può permettersi il lusso della sanità privata? Sono oltre 11 milioni gli italiani che si sono visti costretti a rinviare o a rinunciare alle prestazioni sanitarie a causa di difficoltà economiche. Nel 2012 erano 9 milioni, significa un aumento considerevole in pochi anni.

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