Metà delle nostre case saranno riscaldate grazie alle rinnovabili entro il 2040

La domanda di gas naturale si dimezzerà nel corso dei prossimi vent'anni, riducendo le emissioni di anidride carbonica residenziali di oltre il 75% entro il 2050

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Secondo uno studio curato dalla IHS Energy, l'Europa avrebbe davvero iniziato a muoversi per raggiungere gli obiettivi climatici che sono stati prefissati per i decenni a venire, grazie al serraggio di alcune normative esistenti.

Attualmente, il settore del riscaldamento è al centro di una maggiore attenzione da parte dei responsabili delle politiche e questo studio della IHS – dal titolo: «Beyond the Flame: The Transformation of Europe’s Heat» – sostiene che la direzione intrapresa potrebbe portare la quota di calore rinnovabile utilizzata nel settore residenziale al 49% rispetto al totale entro il 2040: un'opportunità enorme sia per quanto riguarda i conti di riscaldamento e raffreddamento sia per la riduzione dei gas a effetto serra.

Lo studio ha valutato una serie di opzioni tecnologiche, nonché le misure di ristrutturazione edilizia in base ai loro costi livellati e alla facilità di installazione negli edifici già esistenti, per individuare le soluzioni più pratiche e convenienti per ridurre il consumo energetico, migliorare l'efficienza e aumentare la quota di fonti di calore rinnovabili. L'analisi ha suggerito l'introduzione di sistemi di riscaldamento ibridi, che combinano una caldaia a condensazione a gas ad alta efficienza con una pompa di calore ad aria: dallo studio è emerso che lo sviluppo di questi sistemi ibridi integrati potrebbe davvero trasformare – senza la necessità di troppi lavori – la fornitura di calore nelle zone d'Europa in cui il gas è attualmente il combustibile dominante per quanto riguarda il riscaldamento – per esempio: Regno Unito, Germania, Paesi Bassi, Francia e Italia.

Anche se rimane una notevole incertezza circa la forma futura del settore del calore in Europa, è chiaro che il ritmo dei cambiamenti accelererà in futuro e l'UE sarà sempre più intrecciata con il settore energetico, sia da un punto di vista politico che operativo.