Ötzi, l’uomo dei ghiacci, fu ucciso in un agguato

Continuano le “indagini” sulla mummia dell’Alto Adige, uccisa 5000 anni fa

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Ötzi, l’uomo venuto dai ghiacci, la mummia ritrovata dopo migliaia di anni, il 19 settembre del 1991 in Alto Adige, usava armi toscane, soffriva di arterosclerosi ed è stato ucciso in un vile agguato.

Queste sono le rivelazioni che i ricercatori di tutto il mondo presenteranno questi giorni al Congresso internazionale sulle mummie a Bolzano.

Il rame di cui è fatta l'ascia di Ötzi, secondo gli esperti, potrebbe non provenire dalle Alpi, come ritenuto finora, ma dai giacimenti della Toscana meridionale.
Inoltre le analisi hanno confermato che, nonostante avesse un peso nella norma e facesse molto movimento, il nostro antenato soffriva di arteriosclerosi.

"Per gli scienziati il ritrovamento di Ötzi non è paragonabile a nessuna altra scoperta di un corpo antico: l'Iceman è un tipico europeo, vissuto oltre 5000 anni fa. Il suo studio fornisce risposte continue ed entusiasmanti", spiega l'antropologo Albert Zink di Eurac Research, direttore scientifico del congresso. "La conservazione ottimale della mummia, grazie al ghiaccio, rende Ötzi un modello unico per noi ricercatori: possiamo sviluppare metodi scientifici da applicare anche per lo studio di altre mummie", continua Zink.

"Oggi ci concentriamo in particolare su chi fosse, sul suo ruolo nella società e su ciò che successe nei giorni precedenti alla sua morte. I metodi innovativi a disposizione degli esperti fanno sì che si ottengano sempre nuovi risultati", afferma Angelika Fleckinger, direttrice del Museo archeologico dell'Alto Adige, che organizza il congresso insieme a Eurac Research.

Il fatto che sia stato assassinato si capisce dalla punta della freccia scoperta nel 2001 nella sua spalla sinistra. Tuttavia le circostanze non sono ancora note.
Sappiamo però che la freccia che lo ha colpito a morte è venuta da lontano e in modo inaspettato; questo, secondo gli esperti, “potrebbe far pensare a un gesto vile”.

Il fatto che siano stati ritrovati alcuni oggetti di valore, come l'ascia di rame, sul luogo del delitto, fa pensare che il furto non fosse un valido movente.
Si ipotizza che a scatenare l'agguato sia stata una situazione di conflitto personale, "uno scontro precedente, una dinamica che del resto si evidenzia anche oggi nella grande maggioranza dei delitti", spiega Horn.