Raccogliere acqua dalla nebbia

Gli agricoltori peruviani sopperiscono ai loro problemi idrici spingendo la nebbia a diventare liquida: una linfa per i loro terreni

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Quando si dice che è nella mancanza di possibilità che si trovano le idee migliori, sembra sempre di fare un torto alle situazioni difficili: non si può trattare una sofferenza come se fosse una risorsa. Ma accade molto spesso che le difficoltà spingano le persone a cercare dove altrimenti non avrebbero cercato. 

Un buon esempio di una persona, un lavoratore, che ha un compito davvero molto arduo da portare a termine è quello di un agricoltore che vive al centro di una montagna rurale, senza nessun accesso all'acqua corrente: mancanza di possibilità, situazione difficile, fatica, sofferenza.
Come può fare quella persona a curare il suo terreno, in queste condizioni?
Si è cercato di rispondere a questa domanda in una città peruviana che si chiama Villa Lourdes, nella quale gli abitanti ricevono le consegne di acqua potabile fresca proveniente da Lima tre volte alla settimana e faticano moltissimo per portarla su per la collina al fine di irrigare per bene tutte le loro colture. La risposta che hanno trovato è venuta fuori guardando dove altri non avevano guardato, facendosi ispirare dalla difficoltà e trovando una risposta elegante ed ecologica: la nebbia.
Usando le «atrapanieblas» – grandi reti sistemate sulla collina – i contadini hanno iniziato ad approfittare della nebbia quotidiana: queste reti catturano la formazione di condensa (tra i 200 e i 400 litri al giorno in ogni pannello) e l'acqua viene immagazzinata in serbatoi che, sfruttando la gravità, permettono ai contadini di alimentare le colture sottostanti.
Un metodo efficiente, resistente ed economico, che fa risparmiare sia la fatica che i soldi necessari al trasporto manuale dell'acqua – basta guardare questo video per capire.


La nebbia ha un potenziale davvero importante e non solo nelle zone rurali come quella di Villa Lourdes: può essere sfruttata anche nelle zone costiere – dove l'alternativa è la (energeticamente dispendiosa) dissalazione – oppure nelle aree urbane (è stato già fatto, sempre in Perù, nei bassifondi di Lima).
Insomma: evviva la nebbia!