Un villaggio per orfani produce energia solare per quasi il 10% del Ruanda

Un progetto ispirante che salva i giovani e aiuta il paese, sperando di poter ristabilire il senso di famiglia e di comunità

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Il Ruanda ha una popolazione di 11 milioni di persone, di queste ben un milione sono orfani. Per questo, la coppia Anne Heyman e Seth Merrin ha deciso di avviare l'Agahozo-Shalom Youth Village (ASYV) per offrire una comunità sicura e una formazione quadriennale per gli orfani a rischio. Oggi, oltre 500 adolescenti provenienti dai 30 distretti del Ruanda vivono lì, vicino a un impianto solare che fornisce energia pulita non solo a loro ma anche ad altre parti del paese.

Dopo aver sentito della crisi degli orfani in Ruanda, a Heyman sono tornati in mente i villaggi per la gioventù di Israele, costruiti per ospitare i bambini rimasti orfani dopo l'Olocausto. L'idea della coppia era quella di aiutare gli adolescenti in particolare, visto che erano già presenti diverse organizzazioni che lavoravano per prendersi cura dei bambini orfani.

Su quasi 600.000 metri quadrati che hanno a disposizione, quindi, ora centinaia di adolescenti ricevono un'istruzione e una famiglia, cure mediche e mentali, un'educazione alla salute su argomenti come l'HIV/AIDS, la prevenzione della malaria e la dieta, fanno sport, imparano l'agricoltura – visto che hanno una fattoria che fornisce circa il 30% del cibo del villaggio. E poi hanno questo impianto solare da 8,5 megawatt sul terreno del villaggio, il primo progetto solare collegato alla rete subsahariana, che inoltre fornisce elettricità a quasi il 10% del Ruanda.

E così studenti di etnie miste vivono insieme, mentre il villaggio dei giovani spera di esprimere la riconciliazione nel paese, il sostegno al popolo, il fiorire di possibilità. 

Dieci anni dopo l'inizio di questo progetto, i ragazzi sono riusciti anche ad andare in università importanti. Uno di loro, Emmanuel Nkund'unkundiye, ha dichiarato: "Molte persone continuano a chiamarci orfani, ma non lo siamo più, ora abbiamo una casa».