L'arrivo dei giganti energetici in America Latina

Il boom del mercato dell'energia pulita sudamericana ha attirato i grandi gruppi, che fanno abbassare i prezzi ma schiacciano i piccoli sviluppatori

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L'emergere di compagnie elettriche internazionali in America Latina è una testimonianza di quanto maturo e allettante sia diventato il suo mercato delle energie rinnovabili. Finora sono stati gli sviluppatori più piccoli ad essere determinanti per la crescita, ma adesso sono arrivati Enel, AES e Iberdrola.

Lo scorso anno, l'investimento nel mercato sudamericano dell'energia pulita è cresciuto più di 25 volte più velocemente del tasso globale: per questo i giganti energetici del mondo si sono fiondati e ora sono disposti a lottare per avere la loro quota – a qualunque costo. Una lotta che, tra l'altro, sta già avendo delle conseguenze, visto che sono stati impostati nuovi standard che potrebbero portare a diminuzioni dei prezzi ancora più ripide, tra le altre cose.

Le società internazionali, come Enel – che è la più grande utility europea –, hanno vantaggi che si traducono in costi inferiori; inoltre, le operazioni globali significano economie di scala e anche decenni di esperienza nella costruzione di progetti infrastrutturali. I bilanci più forti portano a finanziamenti più convenienti e le aziende talvolta accettano rendimenti più bassi per guadagnare quote nei mercati in crescita. Anche le offerte basse presumono che i prezzi delle attrezzature continueranno a scendere. E poi le grandi aziende sono maggiormente in grado di resistere a una crisi o a un evento inaspettato.

L'eccezione a questa tendenza è l'Argentina, che ha una storia di nazionalizzazione delle società di proprietà straniera e un rating del credito paragonabile allo Sri Lanka. In un'asta di dicembre, 3 miliardi di dollari di progetti energetici sono stati assegnati principalmente a società locali.
In tutto il resto della regione, invece la tendenza è chiara: Golia che vince su Davide, una vecchia storia.