Il futuro delle energie rinnovabili passa per le mucche

L'apparato digerente degli erbivori potrebbe essere una risorsa per la tecnologia rinnovabile legata alle biomasse

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Un gruppo di ricercatori si è messo a studiare in che modo un fungo relativamente sconosciuto lavora all'interno dell'intestino degli animali erbivori, tra cui gli elefanti e le mucche, nella speranza di trovare in esso la chiave per rivoluzionare la tecnologia della biomassa.

 

Il Prof. Theodorou, capo del Agricultural Centre of Sustainable Energy Systems (ACSES) presso la Harper Adams University, è tra il gruppo di scienziati che ricercano i potenziali benefici di questi funghi intestinali e ci ha tenuto a ricordare che le tecnologie rinnovabili stanno da tempo cercando di utilizzare le risorse degli  impianti rinnovabili che sfruttano le biomasse per la produzione di sostanze chimiche e combustibili che potrebbero renderci meno dipendenti dai combustibili fossili.

Attualmente, nel processo di formazione della biomassa viene utilizzata una soluzione geneticamente modificata che, purtroppo, è molto dispendiosa in quanto necessita di un costoso pre-trattamento in modo che la biomassa vegetale possa essere digerita correttamente. Un pre-trattamento che poi è seguito dalla fermentazione degli zuccheri rilasciati dal lievito per arrivare a produrre prodotti come il bioetanolo.

Durante il lavoro dei ricercatori, sono stati identificati centinaia di enzimi provenienti dai funghi dell'intestino che hanno il potenziale della biotecnologia commerciale: questi funghi sono in grado di sopravvivere in un ecosistema microbico altamente competitivo, dove una miriade di protagonisti cercano di degradare le biomasse. 

Nel sistema digestivo di erbivori come le mucche, questi microrganismi convertono la biomassa vegetale in zuccheri che vengono successivamente trattati come fonti di energia per l'animale. Utilizzare questi funghi intestinali negli impianti per la conversione della biomassa permetterebbe di evitare il pre-trattamento chimico, creando una soluzione sostanzialmente migliore rispetto a quella attuale.

 

Gli studiosi sono alla ricerca di nuovi investimenti per studiare questo gruppo di microrganismi relativamente sconosciuti che potrebbero essere la chiave per una efficace tecnologia di conversione della biomassa.

 

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