Rinnovabili: Anie-Gifi contro il decreto spalma incentivi

Per Anie-Gifi, la rimodulazione volontaria degli incentivi alle fonti rinnovabili rischia di diventare un boomerang per tutto il Sistema Paese

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Le rinnovabili sono ancora una volta al centro di un acceso dibattito sui meccanismi di incentivazione da attuare per abbassare il costo delle bollette elettriche in Italia. A schierarsi contro lo ‘spalma incentivi’ previsto dal Governo nel decreto-legge Destinazione Italia, è Anie-Gifi (il Gruppo Imprese Fotovoltaiche Italiane all'interno della Federazione ANIE – Confindustria), secondo cui la rimodulazione volontaria degli incentivi alle fonti alternative ‘rischia di diventare un boomerang per tutto il Sistema Paese allontanando definitivamente quei pochi investitori che ancora hanno la volontà e la lungimiranza di supportare l'industria delle rinnovabili, e non solo, in Italia’.

Secondo Emilio Cremona, presidente Anie-Gifi, lo spalma incentivi rischia infatti di ‘affossare l'industria delle rinnovabili a diversi livelli’. Nonostante ci sia l’intenzione da parte del Governo, di sostenere lo sviluppo delle fonti rinnovabili, Anie-Gifi propone una ricetta diversa per mantenere in piedi il comparto economico della Green Economy, riducendo al tempo stesso la pressione fiscale sui consumi elettrici. Per diminuire il costo delle bollette elettriche ‘è necessario – sottolinea Cremona –  spingere verso la riduzione progressiva dell'impiego dei combustibili fossili, favorendo l'autodeterminazione e l'autosufficienza energetica dei territori con anche le rinnovabili e l'efficienza energetica.’

E sulla rimodulazione degli incentivi: 'è possibile attuarla - sostiene Cremona - ma allora adottiamo la soluzione dell'emissione di bond da parte del Gse, mantenendo il debito all'interno del sistema, senza farlo ricadere sui cittadini e le Pmi, creando così delle certezze e non dei continui ripensamenti'.

(ml)