L'America punta sull'auto elettrica

È una realtà sempre più diffusa in tutti i mercati mondiali ed in perfetta armonia con il rispetto dell’ambienta,è l’auto elettrica. Il vantaggio in termini di riduzione dell’inquinamento non è discutibile a maggior ragione se si pensa che le macchine elettriche non dipendono (almeno direttamente) da risorse energetiche fossili.

Ci si domanda se questa rivoluzione tecnologica sia conveniente in tutto il ciclo vitale della sua produzione. La chiave di volta di questi motori risiede nelle batterie a ioni di litio che di per sé incidono in modo non indifferente se pensate come rifiuto non riciclato. Tuttavia il valore aggiunto di una batteria a litio risiede nel fatto che una volta concluso il suo ciclo vitale, conserva il circa l’80% di capacità definita residua ,per immagazzinare l’energia.

L’America per la prima volta in assoluto stanzia 2,4 miliardi di dollari distribuiti a 48 produttori del settore per la produzione di un milione di auto elettriche con l’intento di rilanciare l’industria della moblità ibrida.

Il Presidente Obama dichiara “Dobbiamo produrre gli avanzati, efficienti veicoli del futuro, se vogliamo ridurre la nostra dipendenza dal petrolio, riportare al lavoro gli americani e riaffermare il nostro settore manifatturiero come uno dei più importanti al mondo”.

Non mancano le perplessità circa la tenuta di un mercato di auto ibride che dopo i primi due anni di sostegno statale dovrà cavarsela da solo, ma la presa di posizione presidenziale è necessaria in un contesto in cui serve qualcuno che dia l’esempio circa la possibilità concreta di cambiare il modo di consumare energia e contestualmente di affrancarsi dalla dipendenza esclusiva dal petrolio.