Il rapporto tra bici e auto a guida autonoma

Le industrie di biciclette sostengono che si dovrebbero connettere le biciclette con le auto che si guidano da sole per evitare ogni problema

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09 Aprile 2018

Le auto a guida autonoma hanno un evidente problema con i ciclisti, un problema vero, certificato: si confondono e non capiscono se sono pedoni o macchine, perché dal loro punto di vista si comportano a tratti da uno e a tratti dell'altro. Inoltre, i ciclisti, quando si muovono velocemente nel traffico, sono imprevedibili, si muovono di qua e di là per farsi spazio e mentre un uomo alla guida di un auto li può vedere, un'automobile che si sta guidando da sola no. 

Da un po' le grandi aziende che si occupano della produzione di biciclette stanno cercando di progettare dei sistemi di connessione tra bicicletta e veicolo, in modo che le macchine a guida autonoma possano riconoscere e prevedere i movimenti dei ciclisti. Si sta sicuramente pensando a dei dispositivi di segnalazione da montare sulle bici per potergli permettere di comunicare la propria esistenza alle automobili.

Ovviamente, come sempre, c'è un dibattito aperto che mette contro due visioni opposte: c'è chi sostiene che sia tutta colpa della maniera in cui si comportano i ciclisti se l'industria delle biciclette ha iniziato a lavorare sulla creazione di questi sistemi di comunicazione tra bicicletta e veicolo basati sull'intelligenza artificiale per aiutare gli automobilisti a ricevere avvisi; e poi c'è chi sostiene invece che sia tutta colpa delle mancanza di infrastrutture che possano separare le viabilità dei due diversi veicoli e anche delle auto a guida autonoma che dovrebbero essere più sofisticate – anche per non dover arrivare al punto di dover creare dei dispositivi da mettere anche sugli esseri umani, sui cani che attraversano sulla strada e su qualunque altra creatura possa condividere lo spazio con loro.

Non sappiamo come sarà il futuro, ovviamente, e come diventerà il nostro rapporto sempre più intenso con la tecnologia – magari i nostri smartphone comunicheranno direttamente con le auto tra vent'anni – ma il punto importante è sempre lo stesso: che ogni innovazione si preoccupi, prima di ogni altra cosa, della nostra sicurezza.