500.000 posti di lavoro, per estrarre un potente disinfettante naturale

Dalla Blue Economy la soluzione per non sprecare: come produrre disinfettante naturale e creare almeno 500.000 posti di lavoro

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Nella scorsa puntata sulla Blue Economy vi abbiamo detto di non buttare le bucce d’arancia. In questa, chiediamo ai grandi produttori di carne di non sprecare nemmeno un centimetro di quell’animale ucciso. Perché se quell’animale deve fare un sacrificio, almeno ne valga al 100% la pena: con la carne che noi scartiamo possiamo nutrire larve e altri animali e ottenere dalla stessa natura un disinfettate potente, crenado almeno 500mila posti di lavoro.  

Si sa, infatti, che per ogni chilo di carne prodotta  vi sia, in media, un chilo di scarti. In Europa questi scarti si bruciano, ma non è così nel resto del mondo. Ogni scarto può essere una risorsa: Africa, nel Songhai Center di Porto Novo in Benin e a Città del Capo, in Sudafrica, gli scarti della carne servono a coltivare larve. Le larve mangiano tutto e grazie al loro sistema  digestivo efficiente producono proteine pulite prive di virus o batteri che possono essere utilizzate a nutrire le quaglie, le cui uova servono poi a nutrire galline.

Ma non solo. La saliva delle larve è un potente disinfettante, migliore anche della tintura di iodio. Poche gocce di saliva di larva sulla ferita aperta aiuta a guarire più velocemente. Il disinfettante naturale potrebbe aiutare soprattutto le popolazioni africane a ridurre la mortalità: in questo continente sono tantissime le persone che muoiono a causa di piccole ferite non curate. Secondo gli studi effettuati da Gunter Pauli, fondatore della Blue Economy e di Zeri, se convertissimo in proteine per alimentazione animale e disinfettante tutti gli scarti di macellazione proveniente dai macelli ufficiali in Africa non solo si salverebbe molta più gente, ma si darebbe vita a un numero che va tra 500.000 e un milione di posti di lavoro.

gc