Blue Economy: lo sai che con i fondi del caffè puoi coltivare i funghi?

Ancora un altro esempio concreto di quello che è la Blue Economy: dal caffè di scarto si possono coltivare i funghi e…

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Nulla va sprecato. È questo uno dei concetti base della Blue economy. Ed è proprio su questo concetto che si basa il riutilizzo dei fondi di caffè.  Secondo Gunter Pauli, fondatore dell’economia blu, quando beviamo il caffè consumiamo solo lo 0,2% della biomassa raccolta da un agricoltore in Kenya o Colombia. Il 99,8%, quindi, lo gettiamo via, anche se potrebbe esserci utile.  

Forse non tutti lo sanno, infatti, ma ci sono più di 20 città in tutto il mondo in cui questi scarti vengono utilizzati per coltivare funghi shitake, un alimento di alta qualità privo di colesterolo e di acidi grassi saturi. Grazie al caffè, quindi, sarà possibile coltivare funghi di qualità direttamente in città. Il guadagno è doppio: non si spreca il caffè e si potranno vendere i funghi ad un prezzo che è la metà rispetto a quello dei funghi che arrivano dalla Cina. Ancora un altro vantaggio? Si creano nuovi posti di lavoro in città.

 

Come potete vedere: la blue economy è qualcosa che va oltre l’essere green. E’ fare di più con quello che abbiamo a nostra disposizione. Basta entrare in questa ottica, per capire che niente è scarto e tutto può essere riciclato e riutilizzato. Ah… dopo aver raccolto i funghi coltivati sugli scarti, resta comunque del materiale di scarto. Ma anche questo può essere riciclato secondo Gunter Pauli: lo scarto dello scarto è un prodotto ricco di aminoacidi che può essere utilizzato come alimento per cani e gatti, o per gli animali da cortile.

gc

 

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