Gli (le) piaci? Come capirlo attraverso i segnali del corpo

Ci sono segnali del corpo incontrollabili. Basta osservarli per capire se piaci o meno a chi ti sta davanti

 

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Sei appena uscito con qualcuno/a, ma non sai se gli/le sei piaciuta/o? Hai appena incontrato un potenziale cliente e non sai se la tua presentazione è stata di suo gradimento?  Quante volte non riusciamo a capire cosa pensano e cosa provano gli altri? E di contro, come possiamo eviatre di trasformare un segnale di gradimento in antipatia? Ci sono, ad esempio, quelle volte in cui piacciamo a qualcuno, un potenziale partner o un potenziale cliente, ma nel dubbio esageriamo un pochino, peggiorando la situazione.

Grazie alla conoscenza del linguaggio del corpo, è possibile evitare tutto questo.

Come?

Imparando a riconoscere i segnali di gradimento.

Bisogna però specificare che i segnali di gradimento possono riferirsi anche a qualcosa che diciamo, a qualcosa che il nostro interlocutore osserva intorno a sé o a qualche suo pensiero in cui noi non siamo direttamente coinvolti, non necessariamente indicano, quindi, gradimento nei nostri confronti. Potrebbe accadere che, mentre parlo, pronuncio una parola che accenda un ricordo positivo nel mio interlocutore, generando così un segnale di gradimento. Quindi, oltre a saperli riconoscere, bisogna essere anche abili nel capire e nel verificare a cosa si riferiscono tali segnali.

I principali segnali di gradimento sono:

  • gesti di toccamento e accarezzamento della bocca e delle labbra;
  • gesti di apertura e di rimozione delle barriere (aperture di giacca, apertura delle braccia, apertura delle gambe…);
  • avanzamento rapido delle labbra (come se la persona stesse dando un bacio);
  • passare la lingua sul labbro superiore;
  • avvicinamenti verso la persona o l’oggetto del gradimento (spostamenti in avanti del busto, dei piedi…);
  • ricerca di contatto con la persona o l’oggetto del gradimento (il contatto è il massimo dell’avvicinamento);
  • gesti di autogratificazione e accarezzamenti di capelli e orecchie;
  • gesti antigravitazionali (sopracciglia verso l’alto, sollevamento di piedi o delle dita delle mani…);
  • eco posturale (la persona rispecchia la nostra postura).

Ricordiamo che questi gesti vanno calibrati sulla singola persona, sul contesto e vanno letti nell’insieme dei gesti della persona. Così come bisogna capire anche qual è l’oggetto del gradimento.

Infine, ci sono i gesti di cura che indicano sicuramente gradimento verso la persona oggetto delle cure:  se qualcuno vi pulisce il vestito, vi spazzola la giacca, vi toglie un capello di dosso o vi sistema la cravatta sta comunicando gradimento.

Una strategia per essere sicuri di piacere a qualcuno, potrebbe essere quella di avere qualcosa fuori posto, il colletto della giacca, la cravatta o altro. Se l’altra persona vi tocca sistemando ciò che avete fuori posto, vuol dire che prova molto gradimento nei vostri confronti, come persona. Non permetteremmo mai di toccare una persona se non fosse per noi piacevole.

Buona lettura del linguaggio del corpo!

 

Piercarlo Romeo
Life & Business Coach