Autismo, obiettivo: la diagnosi precoce

Si dice che i bambini colpiti da disturbi legati ad autismo presentano, già nelle prime settimane di vita, alcune anomalie nel pianto e nel movimento spontaneo

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Combattere l'autismo, grazie ad una diagnosi precoce che può limitare notevolmente i danni. È questo uno degli obiettivi ambiziosi dell'accordo suggellato tra l'Istituto superiore di sanità (Iss), che coordina il Network Italiano per il riconoscimento precoce dei Disturbi dello Spettro Autistico (Nida), e la Fondazione 'I Bambini delle Fate'.

Gli esperti si pongono come obiettivo quello di rilevare precocemente i segni della malattia, che ora viene diagnosticata con certezza intorno ai 5 anni. Alcuni studi, sostengono che i bambini 'colpiti da disturbi legati ad autismo presentano, già nelle prime settimane di vita, alcune anomalie nel pianto e nel movimento spontaneo. Se questi dati venissero confermati in un più ampio campione e sarà possibile associare tali anomalie ad alcune caratteristiche cliniche e biologiche dei pazienti presi in esame, potrà essere attivato un monitoraggio per la loro identificazione precoce, già nel primo anno di vita', ha spiegato la responsabile del Nida Maria Luisa Scattone. 'La nostra rete è attiva in 5 regioni e monitora 100 bambini, ma con i nuovi fondi miriamo ad estendere il Network, che è anche entrato a far parte della Rete europea, in tutte le Regioni', ha aggiunto l'esperta.

'Finora abbiamo raccolto un milione di euro e reclutato 100 bimbi da monitorare; con i nuovi fondi puntiamo a reclutare altri 50 bimbi l'anno': i piccoli sono sottoposti ad analisi su saliva e urine per cercare di identificare anche marcatori biologici, oltre che comportamentali. Solo il tempo ci dirà se sarà realmente possibile definire un protocollo scientifico unico per la diagnosi precoce dell'autismo. Certo è che il sodalizio rappresenta un grande passo in avanti per la ricerca.

 

gc