Dormire tanto previene il diabete?

I fine settimana di lunghe dormite possono contrastare i danni causati dalla perdita di sonno

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Un esperimento pubblicato su Endocrine Society, l'anno scorso, sosteneva che dormire durante il week-end non è sufficiente per compensare il sonno perso durante la settimana di lavoro: anche una perdita di soli 30 minuti ogni notte, diceva lo studio, può danneggiare il metabolismo e promuovere l'aumento di peso e l'insulino-resistenza nel lungo periodo. 

In questi giorni, però, è stato pubblicato un nuovo studio curato dall'Università di Chicago che dice l'esatto contrario.  

Anche se questa nuova ricerca è stata condotta su un gruppo di partecipanti nettamente inferiore (si parla di 19 volontari, invece dei 522 della precedente), i ricercatori hanno elaborato una tesi a sostegno del fatto che due notti consecutive di sonno prolungato possono contrastare l'aumento del rischio di diabete associato alle perdite di sonno che affliggono la nostra settimana di lavoro. 

Questi risultati sono stati osservati su 19 soggetti sani, giovani e in buona salute, che hanno una dieta controllata. Durante la prima fase dello studio, gli uomini sono stati autorizzati a dormire normalmente: 8,5 ore a letto per quattro notti. Durante la seconda fase, gli stessi volontari sono stati privati di molta parte del sonno: gli sono state consentite solo 4,5 ore a letto, sempre per quattro notti consecutive. Alla fine, per due notti, gli è stato lasciato dormire un sonno prolungato, con una media di 9,7 ore al giorno. 

Dopo questo ciclo di sonno, i ricercatori hanno determinato la sensibilità dei soggetti all'insulina (misurando la capacità della loro insulina di regolare la glicemia): dopo la fase di restrizione di sonno, la sensibilità dei volontari all'insulina è diminuita del 23% e il rischio di incorrere nel diabete è aumentato del 16%; ma dopo le due notti di sonno prolungato, i parametri sono tornati alla normalità, annullando di fatto l'effetto metabolico negativo generato dalla mancanza di sonno. 

Ricordando che questo non è uno studio a lungo termine, i ricercatori hanno comunicato che andranno avanti con gli esperimenti, sottolineando che queste ricerche sono importanti visto che l'aumento della possibilità di sviluppare il diabete non è l'unico inconveniente derivante dalla perdita di sonno – ci sono anche, per esempio: infiammazione dei vasi sanguigni, pressione alta, predisposizione a incidenti stradali, difficoltà di concentrazione e altro ancora.

E.C.

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