I bambini più intelligenti vivono più a lungo

Uno studio scozzese indaga il rapporto tra la durata della vita e le capacità intellettive personali

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È stato pubblicato sulla rivista The BMJ, lo studio di follow-up che ha analizzato i dati di una parte della popolazione inglese durante 68 anni ed è arrivato a concludere che i bambini intelligenti tendono a vivere più a lungo dei loro coetanei meno dotati.

I ricercatori scozzesi hanno iniziato lo studio con 75.252 uomini e donne nati nel 1936 – il 94% della popolazione scozzese nata quell'anno – e, nel 1947, gli hanno fatto dei test di intelligenza standardizzati. Dopo 68 anni, ovvero nel 2015 hanno potuto confermare una causa di morte per 25.979 di loro, mentre gli altri 30.464 erano ancora in Gran Bretagna.

È stato dopo aver controllato le caratteristiche di tipo sanitario, socioeconomico e comportamentale, che i ricercatori hanno rilevato che i punteggi più bassi sui test di intelligenza infantile erano maggiormente associati alla morte per malattie cardiache, per ictus, per malattie respiratorie, per cancro ai polmoni e tumori allo stomaco. Essendo queste tutte malattie altamente associate al fumo, anche il fumo è stato analizzato e anche se ha parzialmente spiegato l'associazione con la mortalità, non ha diminuito la rilevanza di collegamento con i punteggi più bassi sui test di intelligenza.

Per quanto riguarda i tumori non correlati al fumo o le morti per suicidio, invece, l studio non ha trovato alcuna associazione con la più «bassa» capacità intellettiva, mentre ha trovato un forte collegamento tra quest'ultima e le morti per ferite accidentali.

Le ragioni di questi collegamenti o non collegamenti sono tutt'altro che chiare, quindi ora gli studiosi sono alla ricerca di motivazioni: hanno spiegato che potrebbero entrarci gli stili di vita, l'istruzione, la genetica, molte cose, ma che sono necessari ancora altri studi per capire meglio i risultati ottenuti.

 

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