Il bilinguismo difende il cervello dall’Alzheimer

Parlare due lingue  migliora le funzioni cognitive nei bambini e negli anziani

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Chi parla due lingue ha un cervello più elastico e, per questo, tiene lontana la demenza e si riprende prima da un ictus: ad affermarlo Stefano Cappa, della Società italiana di neurologia e Ordinario di Neurologia alla Scuola Universitaria Superiore di Pavia. Secondo i suoi studi, infatti, utilizzare due linguaggi tiene allenato il cervello e contrasta la normale perdita di neuroni.

Quanto portato in luce dalle sue ricerche è in linea con i risultati pubblicati qualche anno fa sulla rivista Neurology dal Baycrest’s Rotman Research Institute e dalla York University, in Canada. I due centri di ricerca avevano riportato, intatti, che la demenza di Alzheimer si presentava nei soggetti biligue in media 5 anni più tardi rispetto agli altri, senza differenze fra uomini e donne e indipendentemente dal tipo di attività e dal livello di istruzione.

Nel 2009 uno studio simile era stato condotto sui bambini di Trieste, nati in famiglie bilingue (italiano-sloveno). Agnes Melinda Kovàcs e Jacques Mehler dell’Università di Trieste avevano osservato che il loro cervello, già prima dei 7 anni, era più reattivo rispetto ai coetanei, ipotizzando un’implementazione delle funzioni esecutive cognitive, senza escludere, allo stesso tempo, che un risultato simile avrebbe potuto essere raggiunto apprendendo una seconda lingua a scuola.