In aeroporto i batteri passano indenni ai controlli?

Secondo gli scienziati, i vassoi sicurezza degli aeroporti contengono più germi del sedile di un water

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Un nuovo studio condotto da una squadra di ricercatori britannici e finlandesi ha fatto il giro dell'aeroporto di Helsinki, tamponando i vari luoghi con cui i viaggiatori entrano regolarmente in contatto: in questo modo ha potuto rivelare che il 50% dei contenitori di plastica in cui il bagaglio a mano deve essere sistemato per la scansione di sicurezza era positivo al rhinovirus o l'adenovirus, batteri che causano sintomi simili al raffreddamento.

Altri luoghi hanno ottenuto punteggi simili: la metà dei campioni prelevati dal terminale di controllo della farmacia dell'aeroporto rivelava la presenza del virus del raffreddore; un terzo dei campioni prelevati dalle scrivanie e dai divisori di vetro al controllo passaporti era contaminato e, il 67% dei cani giocattolo di plastica nell'area giochi per bambini era infetto.

Gli scienziati, allora, hanno deciso di confrontare questi numeri con quelli raccolti a contatto con la zona che viene sempre eletta come regina della sporcizia nei luoghi pubblici: la toilette. Dei 42 campioni prelevati dai coperchi del water in aeroporto, nessuno di questi ha portato un virus del raffreddore. Nessuno.

Questo dimostra che una pulizia regolare è molto importante per prevenire la diffusione delle malattia e che le cose che temiamo di contaminare non sono necessariamente le più minacciose.

La grande preoccupazione che emerge da questo studio, tuttavia, è la rapidità con cui le malattie possono diffondersi, date le giuste condizioni. E, siccome gli aeroporti sono particolarmente sensibili, con gruppi di viaggiatori che entrano in contatto tra loro da tutto il mondo, i vassoi di sicurezza – che vengono toccati letteralmente da tutti – dovrebbero essere gestiti diversamente, in modo da non rischiare di diventare un veicolo di potenziale minaccia pandemica.

Secondo gli scienziati, i vassoi dovrebbero essere disinfettati in maniera più accurata e regolare e bisognerebbe fornire ai viaggiatori disinfettanti sia prima che dopo la loro manipolazione.
In attesa che accada, possiamo farlo anche noi, in maniera autonoma, cercando – come sarebbe sempre bene fare – di iniziare a cambiare il mondo cambiando il piccolo pezzo che possiamo cambiare.