La pericolosità dei sonniferi

Secondo un nuovo studio, i sonniferi aumentano i rischi per i pazienti affetti da demenza

WhatsApp Share

Dare ai pazienti affetti da demenza i sonniferi potrebbe aumentare il rischio di fratture ossee. A suggerirlo è un nuovo studio durante il quale i ricercatori hanno confrontato i dati di quasi 3.000 pazienti affetti da demenza che hanno assunto i farmaci per il sonno con quelli di quasi 1.700 pazienti affetti da demenza che non hanno assunto tali farmaci.
Ne è risultato che le persone che assumevano i farmaci per dormire avevano un rischio maggiore del 40% di incappare in qualsiasi tipo di frattura e che questo rischio aumentava man mano che aumentavano le dosi. I sonniferi, in particolar modo, causavano un maggiore rischio di fratture all'anca e di morte prematura.
Il problema, con i pazienti affetti da demenza è che molto spesso hanno problemi a dormire: si svegliano e vagano, creando problemi non sono per la loro vita, ma anche per la vita delle persone che si occupano di loro. Lo ha spiegato il ricercatore Chris Fox, della Norwich Medical School della University of East Anglia in Gran Bretagna, che si è occupato dello studio.

Dare a queste persone i sonniferi potrebbe sembrare un modo per aiutarle con l'insonnia ma, a quanto dice lo studio, si pensa che questi farmaci possano finire per causare altri problemi, come confusione, cadute e fratture.

Nel comunicato stampa dell'università si fa rifermento a questi farmaci come «Z-drugs» visto che iniziano tutti con la zeta (zolpidem, zopiclone e zaleplon) e si consiglia di evitarl, pensando ad alternative non farmacologiche.
I risultati dello studio sono stati presentati al meeting annuale dell'Alzheimer's Association di Chicago – la ricerca sarà considerata preliminare fino alla pubblicazione in una rivista.