Non solo ebola. Le altre malattie infettive e le regole per difendersi

Ebola, tubercolosi, Hiv e nuove malattie infettive:  le principali regole per difendersi. Intervista a Antonino Di Caro, Direttore del laboratorio di microbiologia dell’Ospedale Spallanzani di Roma

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Non passa giorno che non sentiamo parlare di ebola.  Casi sospetti, contagi, morti: è tanta la paura che l’epidemia che ha colpito l’Africa si possa diffondere, dopo i primi casi riscontrati, anche in Europa e in America. Obama e gli altri capi di Governo hanno deciso di aumentare i controlli e di incentivare gli aiuti, menter l’Organizzazione mondiale della Sanità mette in allerta sulla possibilità di un rapido aumento dei casi.

Per scoprire qualcosa in più, non solo sull’ebola, Ecoseven.net ha intervistato Antonino Di Caro, Direttore del laboratorio di microbiologia dell’Ospedale Spallanzani di Roma.

Cosa abbiamo sbagliato, se abbiamo sbagliato, in tema di ebola?

Io non mi sento di dire che abbiamo sbagliato, almeno non in questa fare e in ambito nazionale. Probabilmente c’è stata una sottovalutazione dell’importanza di questa epidemia in ambito internazionale, ma anche su questo potrei avere qualche dubbio. In questi anni, infatti, c’è stato un ridimensionamento dell’intervento in ambito delle malattie infettive, sia in ambito nazionale che in ambito internazionale. Al seguito del ridimensionamento del numero delle malattie infettive, probabilmente anche l’Organizzazione mondiale della sanità si è trovata in difficoltà quando ha dovuto rispondere. Detto questo, vorrei precisare che le malattie infettive sono fatte di momenti inattesi: momenti di pausa, in cui non ci sono, e momenti in cui, salti di specie o eventi incontrollabili, in parte influenzati dall’intervento dell’uomo o naturali, ricompaiono, ricordandoci che la natura sa ancora difendersi.

Bisogna aver paura dell’ebola?

In Europa bisogna essere accorti ma non spaventati.  Abbiamo la capacità di difenderci e tramite una buona strategia di difesa riusciremo a contenerla, come è già avvenuto nel passato. La prima volta che il virus di Melbourne, un virus molto simile all’ebola, è stato identificato,  è stato in Europa, proprio nella città di m. dove vi era una università dove trattavano i reni di scimmia per produrre vaccini. Già a quei tempi, negli anni ’60, riuscimmo a contenere la diffusione. Speriamo che dopo tutto questo tempo, è vero anche che i viaggi sono aumentati, riusciremo a contenere l’infezione. Io di questo ne sono convinto.  In Africa siamo preoccupati perché il problema che determina la diffusione dell’infezione è l’assenza di sistemi sanitari efficienti. Questa epidemia ci ricorda che l’assenza di sistemi sanitari efficienti, anche in posti lontani da noi, rappresenta un pericolo per tutti e non solo per loro. Il mondo è diventato più piccolo.

Qual è il Kit di protezione di medici e infermieri contro l’ebola?

Quelli che vengono utilizzati in tutti gli ospedali italiani. Allo Spallanzani un sistema di protezione individuale che abbiamo utilizzato per anni e siamo aperti a tutte le novità in campo. Al momento stiamo privilegiando le tute in tyvek e guanti che possano coprire non solo la mano.  E protezioni facciali. Si stanno comunque tenendo presenti altro sistemi, come quelli di speciali respiratori. Ovviamente il sistema di protezione di cui bisogna dotarsi è diverso a secondo se si sta parlando con un paziente, facendosi spiegare i sintomi, o se si sta già curando una persona risultata malata. Il momento realmente pericoloso è quello terminale: la malattia, in quel momento, è molto contagiosa.

Non c’è solo l’ebola. Quali sono le altre malattie infettive presenti in Italia?

La tubercolosi è sicuramente la prima. Poi ci sono Hiv, epatite C, eptatie B. Le malattie infettive sono tante e l’elenco sarebbe lunghissimo. Alcune di queste possono essere contenute tramite vaccinazione, in altri casi il vaccino non basta e non è efficace. Il polio siamo siamo riusciti a sconfiggerlo tramite vaccinazione. Abbiamo anche nuove infezioni che appaiono: ci stanno, per esempio, i batteri multi resistenti, che colpiscono sia le persone immunodepresse, sia le persone meno immunodepressi. Di questi ce ne sono tanti e sicuramente rappresentano un rischio per il futuro.

Quali sono le principali regole per difendersi da tutte le malattie infettive?

Se esistono vaccini, vaccinarsi. Esistono poi delle regole di comportamento: lavarsi le mani e avere una corretta igiene. Lavare gli alimenti, bere acqua che sia correttamente controllata, evitare di bere latte non trattato, almeno che non si è sicuri (ma è difficile). Assumere quindi tutte quelle precausioni che ci hanno consentito anche in era pre-antibiotica di tenere a freno tutte queste infezioni: isolare i malati, evitare di andare in giro con la febbre se si pensa che questa derivi da infezione ed avere una rete di ospedali efficienti.

Esiste una dieta da adottare per prevenire le malattie infettive?

 

Di specifico no. Sicuramente la sana e buona alimentazione e una vita sana rinforza il sistema immunitario e il sistema di immunitario efficiente ci consente di difenderci dalle infezioni. 

gc

 

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