Salute: rischio nuova pandemia Hiv nei prossimi 20 anni

A lanciare l'allarme di una possibile pandemia Hiv resistente agli attuali farmaci e' il direttore del Wellcome Trust, Jeremy Farrar

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Sarebbe un vero e proprio rischio per la salute pubblica la possibile pandemia di Hiv che nei prossimi anni potrebbe diffondersi nel mondo a causa della resistenza di alcuni suoi 'ceppi' agli attuali farmaci. A lanciare l'allarme è uno dei massimi esperti di malattie infettive, Jeremy Farrar, direttore del Wellcome Trust, una delle principali fondazioni di ricerca al mondo. Secondo Farrar, 'una nuova pandemia con lo spettro dell'Hiv resistente ai farmaci è una possibilità reale - spiega - e può avere un enorme impatto nei prossimi 20 anni, se i farmaci, che finora hanno consentito notevoli miglioramenti nell'aspettativa di vita dei pazienti, diventeranno meno efficaci.'

L'aumento di resistenza dell'Hiv sembrerebbe quindi inevitabile anche perché, sottolinea Farrar 'si tratta di un virus che può mutare facilmente'. 'Per proteggersi - continua - è essenziale usare i farmaci esistenti in modo efficiente ed efficace, per evitare lo sviluppo di ulteriori resistenze. Bisogna inoltre sviluppare nuovi composti, e non accontentarsi solo di quelli esistenti.' E proprio sull'uso degli attuali farmaci, il direttore del Dipartimento clinico dello Spallanzani di Roma, Andrea Antinori, segnala comunque un certo livello di 'distrazione' durante il percorso terapeutico. 'Il 15-20% dei pazienti con Hiv - evidenzia Aninori - non assume, per distrazione o per lievi episodi di intolleranza ai farmaci, la terapia antiretrovirale con aderenza ottimale, ovvero superiore al 95-98%.' Sarebbe quindi questa, a detta dell'esperto, la principale causa di fallimento della terapia contro l'Hiv. I meno costanti nell'assumere correttamente i farmaci sono ovviamente 'giovani ed ex tossicodipendenti'. Ma anche chi ha ritmi di lavoro serrati.

(ml)

 

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