Vitamina D e cuore

La vitamina D può ridurre la mortalità tra le persone che sono affette da disturbi cardiovascolari

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Uno studio della University of Bergen si è concentrato sul rapporto tra vitamina D e cuore e ha concluso che le persone che hanno sofferto di malattie cardiovascolari possono ridurre il rischio di mortalità associato alla loro malattia del 30% se hanno una normale assunzione di vitamina D. In sostanza, la giusta quantità di questa vitamina riduce il rischio di morte in pazienti cardiopatici – con la dicitura «giusta» si intende né troppa né troppo poca. 

Lo studio, che è stato pubblicato sulla rivista «The Journal of Clinical Endocrinology & Metabolism», ha seguito ben 4000 pazienti con malattie cardiovascolari a partire dal 2000, per un periodo di 12 anni (l'età media dei partecipanti era di 62 anni all'inizio dello studio).

Secondo i ricercatori, è difficile dare una raccomandazione generale su quanta supplementazione di vitamina D si dovrebbe prendere, visto che la quantità ottimale di integrazione varia da persona a persona, da luogo a luogo, da dieta a dieta, quindi il consiglio per tutti coloro che hanno sperimentato malattie cardiovascolari è quello di misurare i loro livelli di vitamina D, in modo che questi possano essere meglio regolati e, su questa base, possa essere valutata la necessità degli integratori. Inoltre, un'altra cosa alla quale bisogna stare attenti è che i livelli di vitamina D variano anche stagionalmente, visto che la luce solare influisce su questi numeri – a gennaio o febbraio si hanno spesso livelli più bassi che a settembre.

Ovviamente, è meglio farsi seguire dal proprio medico curante in questo percorso, in modo da gestire al meglio la questione.