Stamperemo i ‘pezzi di ricambio’ del nostro corpo con la stampante 3D

Gli esperimenti sui topi hanno dato esiti incoraggianti

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‘Le serve un orecchio nuovo? Nessun problema, lo stampiamo subito!’. In un futuro nemmeno troppo distante potremmo sentire frasi come questa. Negli Stati Uniti hanno stampato un orecchio di bambino, un muscolo e un frammento osseo di mascella. Sono resistenti e funzionali; per lo meno i primi esperimenti, condotti sul corpo di un topo, hanno dato esito positivo.

L’esperimento porta la firma di Anthony Atala, pioniere della medicina rigenerativa. Ne dà notizia ‘Nature biotechnology’.

Il sistema di stampa è stato messo a punto al Wake Forest Baptist Medical Center. Il lavoro è durato più di dieci anni ma ora è possibile produrre tessuti personalizzati modellati sulle informazioni ricavate da tac e risonanze magnetiche.

Gli ugelli della stampante depositano nello stampo un materiale biodegradabile che dà forma e robustezza al tessuto durante la sua ‘maturazione’ oltre a un ‘inchiostro biologico’ che è composto da cellule immerse in una soluzione acquosa.

I ‘pezzi di ricambio’ stampati che sono stati impiantati sotto pelle nei topi sembrano funzionare, si stanno integrando con i tessuti vicini e si stanno formando nuovi vasi sanguigni e nuovi nervi.

Da qui alla produzione di organi per i trapianti la strada è ancora lunga, bisogna avere a disposizione una varietà di cellule molto più ampia.

Stamperemo anche il cuore in 3D?